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1° MAGGIO: Il Presidente Mattarella omaggia i lavoratori deceduti

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Lo scorso 1° maggio, in occasione della festa dei lavoratori, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia dei Cavalieri del lavoro al Quirinale pronunciando un discorso che sottolinea l’importanza del lavoro, ossia “la prima delle priorità” per la quale bisogna impegnarsi e non rassegnarsi mai. La grande disoccupazione, la precarietà, la penalizzazione del lavoro femminile sono condizioni gravi sottolinea il Presidente, per cui le Istituzioni pubbliche devono fare la loro parte.

Un tema la cui importanza non può essere trascurata né sminuita: infatti Mattarella, oltre al Quirinale, ha voluto visitare anche la direzione centrale dell’Inail, dove ha ricordato tutte le vittime del lavoro posando una corona di fiori davanti al monumento commemorativo. Voluto da Napolitano e realizzato nel 2008, il monumento è una copia in bronzo del bassorilievo realizzato da Vincenzo Vela nel 1882 in memoria dei 200 operai morti durante la realizzazione del traforo del San Gottardo.

Like-FB-GLConsulting2bisDa allora la storia della sicurezza del lavoro ha fatto grandi passi avanti: dal 1898 con il Regio Decreto è stata affermata la responsabilità oggettiva del datore di lavoro ed è stata introdotta l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In seguito, nella prima metà del Novecento, il Codice Penale e il Codice Civile hanno individuato i reati a carico dell’imprenditore e l’obbligo dello stesso di tutelare la salute dei lavoratori. Da lì in poi, le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, per l’igiene del lavoro e i rischi specifici hanno reso l’apparato legislativo a sostegno della sicurezza dei lavoratori più solido.

La sicurezza sul lavoro non è mai stata dimenticata né accantonata e viene ricordata anche e soprattutto durante il 1° maggio: “Anche se negli ultimi anni si è registrata una leggera flessione, le morti sul lavoro restano intollerabili“, ha affermato il Presidente della Repubblica in Quirinale. C’è quindi bisogno di permettere agli italiani di lavorare da una parte, e di consentire loro di farlo in sicurezza e in salute dall’altra.

[Fonti: Repubblica.it, Inail.it, Quotidianosicurezza.it, Ipsia Pocognoni]

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