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250 aziende colpite da hacker solo a Vicenza: blocco dei dati e riscatto

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Purtroppo è ormai all’ordine del giorno: le aziende prese di mira dagli hacker sono a centinaia e il metodo utilizzato per colpirle è efficace, mirato e dannatamente cospicuo. Si chiamano ransomware e sono virus che, una volta colpito un pc -o, peggio, una rete- bloccano l’accesso a dati, file, programmi, informazioni di fatto paralizzando l’attività aziendale.

Come operano questi virus

È sufficiente il clic su un link, l’apertura di un pop-up o l’installazione di un programma per consentire a questi malware di entrare nel computer e, silenziosamente e di nascosto, bloccare i computer rendendo inaccessibili tutti i dati salvati. La soluzione per uscirne è pagare un riscatto, che va generalmente da 500 a 2.000 euro e che consente di ripristinare i dati.

Chi e perché genera i ransomware

La struttura che sta dietro a questi attacchi è macchinosa e astuta: i professionisti del cybercrimine, che si trovano prevalentemente nel Dark Web, propongono programmi di affiliazione ai distributori di virus che sono in cerca di un guadagno facile e che non si fanno troppi scrupoli. Per diventare parte di questo sistema è sufficiente pagare 100 dollari e in cambio si riceve un kit di lavoro. Il kit contiene: un file eseguibile da inviare alle vittime e un pannello di controllo necessario per il monitoraggio dei pagamenti dei riscatti.

A questo punto il rivenditore, oltre ai 100 dollari inziali, deve passare alla sua fonte il 15% di ogni incasso, mentre il resto è puro guadagno… senza quasi muovere un dito. E se prima si tendeva a colpire i singoli utenti, oggi pare che le aziende e i professionisti siano i nuovi bersagli, proprio perché i dati che conservano nei propri PC sono preziosi e fondamentali: per i criminali, una garanzia di pagamento sicuro.

Il virus per Mac

Recentemente è stato individuato “KeRanger”, ossia un ransomware che nasce per Mac OS X e dedicato a tutti coloro che utilizzando Apple. Contemporaneamente, questi virus evolvono e passano dal criptare e bloccare semplicemente i dati, a cancellare contemporaneamente anche i backup per rendere il riscatto irrinunciabile.

Come prevenire gli attacchi hacker

Ecco perché privati e aziende non possono più evitare di investire nella sicurezza informatica, sia in termini di antivirus, che di aggiornamento dei software, che di formazione per il personale. A volte infatti, è sufficiente un minimo di attenzione per evitare di cadere nelle trappole degli hacker e di cliccare sul link sbagliato. Il danno infatti è duplice: da un lato c’è la cifra da pagare, che costituisce comunque un investimento, e dall’altro c’è la paralisi delle attività, che restano bloccate completamente per tutto il tempo in cui i dati sono inaccessibili.

Il rischio di rinunciare alla sicurezza informatica

Like-FB-GLConsulting2bisNon in ultimo, non c’è mai la garanzia al 100% che i dati vengano poi effettivamente restituiti, così come non possiamo essere certi che chi li ha rubati non ne abbia fatto una copia per poi tenerli o rivenderli. Ecco allora che, a maggior ragione chi possiede e/o conserva dati sensibili, è costretto a impegnarsi attivamente per proteggerli. E cosa accade nel caso in cui i dati non vengano sbloccati neanche dopo il pagamento del riscatto? Il rischio, considerevole, è che se l’azienda non è in grado di dimostrare di aver adottato le necessarie misure di sicurezza, si ritrovi anche a dover risarcire i danni agli interessati coinvolti.

Vuoi sapere come tutelare i tuoi dati?  Vuoi formare il personale per imparare a difendersi dagli attacchi? Contattaci!

[Fonte: Federprivacy.it]

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