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28 aprile: la Giornata Mondiale della Sicurezza sul Lavoro quest’anno è dedicata allo stress lavoro-correlato

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Oggi 28 aprile è la giornata mondiale della sicurezza sul lavoro: una ricorrenza nata per ricordare tutti coloro che lavorando hanno perso la vita e per spronarci a fare il massimo per evitare che accada di nuovo. Si tratta di impegnarsi con tutti i mezzi possibili a tutelare la salute dei lavoratori, a rispettare la normativa dedicata alla sicurezza sul lavoro e ad adeguarsi a tutte quelle misure che hanno come obiettivo la prevenzione di incidenti o infortuni durante l’attività lavorativa.

Lo stress sul lavoro e il suo impatto

L’International Labour Organization ha scelto di dedicare la giornata di oggi a un tema davvero molto importante per l’incolumità ed il benessere dei lavoratori: l’impatto dello stress sul lavoro e le sue conseguenze. A parlarne è Valentina Forastieri, un’esperta nell’ambito sicurezza sul lavoro che si è occupata di individuare la correlazione tra stress e salute mentale dei lavoratori.

Secondo le ricerche svolte da ILO in Asia, America, Australia e Europa lo stress lavoro-correlato è fonte di gravi perdite economiche -dirette e indirette- che vengono spesso ignorate o non considerate e che esulano dall’altrettanto caro prezzo in termini di sofferenza e malessere cui i lavoratori sono sottoposti. Solo in Europa, le conseguenze economiche della depressione legata al lavoro sono state quantificate in 617 miliardi di euro in un anno tra assenteismo dei lavoratori, perdite in produttività, costi di assistenza sanitaria e costi di assistenza sociale sotto forma di pagamenti di prestazioni di invalidità.

Un disagio a livello globale

La globalizzazione e le modalità di lavoro da essa dettate sono la prima fonte di stress sul lavoro: la comunicazione istantanea, la competizione globale, i sempre più spessi confini che separano il lavoro dal resto della propria vita creano condizioni sfavorevoli. Trovare un equilibrio tra privato e professionale è sempre più complicato e le conseguenze di questo disagio sono tanto globalizzate quanto le cause: basti pensare che in Giappone il 32,4% dei lavoratori lamentano ansia, preoccupazione e stress riconducibili al lavoro.

Quali le soluzioni allo stress lavoro-correlato?

Secondo le ricerche di ILO, alcuni interventi potrebbero migliorare questa situazione, riducendo le pressioni subite dai lavoratori. Tra queste:

  • Una crescente consapevolezza nei confronti della problematica e delle possibili soluzioni per ridurne le cause, prima che gli effetti;
  • Maggiori possibilità per i lavoratori di prendere attivamente parte ai processi decisionali, con una conseguente maggior soddisfazione e autostima;
  • Un impegno sostanziale nel creare rapporti basati su fiducia, autenticità e partnership così che l’ambiente sociale consenta lo sviluppo di comportamenti positivi.

L’indagine ESENER sulla sicurezza a livello europeo

Like-FB-GLConsulting2bisDati significativi emergono anche dai risultati del sondaggio ESENER svolto dall’EU-OSHA su circa 50 mila imprese in tutta Europa e secondo cui i fattori di rischio legati a disturbi psicosociali e muscoloscheletrici sono i più diffusi nei posti di lavoro. Oltre un quarto delle imprese segnala come primo ostacolo alla prevenzione la mancata consapevolezza tra il personale: i manager non percepiscono i rischi, quindi non fanno nulla per prevenirli.

È quindi necessario che titolari e datori di lavoro siano supportati tramite strumenti informativi o l’aiuto di professionisti della sicurezza che possano guidarli nell’identificazione di rischi e nell’implementazione di misure preventive.

 

Consulta qui la guida elettronica alla gestione dello stress e dei rischi psicosociali

 

[Fonti: Puntosicuro.it, Osha.europa.eu, Ilo.org]

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