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Autocertificazione per la Valutazione del Rischio, in quali casi è stata abolita?

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Una delle tematiche più toccate degli ultimi mesi nell’ambito della Sicurezza sul Lavoro è stata l’introduzione per le piccole e medie imprese della Valutazione del Rischio secondo le Procedure Standardizzate (PS) che è andata a sostituire ed abrogare  l’autocertificazione.

Il ministero del lavoro ha cercato di fare maggiore chiarezza sulla questione attraverso una nota ministeriale in cui ha evidenziato sia il termine temporale per l’autocertificazione (stabilito per il 31 maggio 2013) sia l’elenco dei soggetti a cui essa è rivolta.

Da una valutazione superficiale della legge, infatti, sembrerebbe che i destinatari siano semplicemente coloro che esercitano un’attività con un numero di lavoratori subordinati inferiore a 10, ma in realtà essa ha un campo di applicazione molto più ampio.

Sono infatti obbligati a redigere il documento di valutazione dei rischi secondo le procedure standardizzate (DVRSP) tutti i datori di lavoro pubblici e privati che intrattengono rapporti di lavoro NON SOLO SUBORDINATI MA ANCHE EQUIPARATI (come stage, tirocini, lavori occasionali di tipo accessorio, contratti a progetto …), indipendentemente o meno dalla presenza di uno scopo di lucro. Per le imprese con un numero di dipendenti tra 10 e 50, invece, l’uso delle PS è facoltativa e in caso di non utilizzo di tale opportunità, è necessario procede alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi ordinario (DVR).

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