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Al 5° Privacy Day Forum si parlerà di controllo degli smartphone

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L’ex Ufficiale dei Carabinieri Italiani Angelo Jannone affronterà al 5° Privacy Day il tema delle intrusioni sugli smartphone da parte di terzi. Esistono infatti software facilmente reperibili online che consentono di spiare gli smartphone altrui, operazione che, ovviamente, se eseguita senza il permesso dell’interessato costituisce una violazione della privacy e un reato.

Insomma, non si riesce mai a stare tranquilli: o perché non siamo in grado di staccarci dal cellulare, o perché viviamo con l’ansia che qualcuno ci spii. Un argomento così attuale e comune che ne hanno parlato Le Iene in un servizio televisivo. Crediamo che le nostre informazioni siano al sicuro e non ci preoccupiamo di prestare attenzione a ciò che visualizziamo o conserviamo nei nostri dispositivi. Eppure, mentre navighiamo, chattiamo, scriviamo mail qualcuno potrebbe, dal proprio computer, leggere tutte le nostre informazioni, carpire dati e farne ciò che meglio crede.

A vuotare il sacco per primo è stato Edward Snowden, ex tecnico informatico della CIA, che ha rivelato come l’agenzia (e tutti i servizi segreti nel mondo) siano in grado di accedere a un qualsiasi dispositivo mobile nel momento esatto in cui lo stesso si connette a internet. E la cosa assurda è che non solo possono leggere i nostri dati, ma possono utilizzarne il microfono, la fotocamera e qualsiasi altro componente per raccogliere informazioni a distanza.

A che ora ci svegliamo, dove andiamo, se tradiamo o meno il nostro partner, quanto abbiamo corso facendo jogging: si può sapere tutto e senza che l’interessato se ne accorga. I software che consentono di fare tutto ciò ovviamente nascono per scopi governativi e per svolgere indagini delicate da parte di servizi segreti, associazioni antimafia, procure, ecc. Ma -come ben sappiamo- una volta sviluppato un software, per costoso e complesso che sia, questo può finire nelle mani “sbagliate” e può essere utilizzato anche per fini non altrettanto nobili.

Like-FB-GLConsulting2bisNel test svolto durante la trasmissione vengono ascoltate le telefonate, lette le conversazioni di Whatsapp, fotografato ciò che è di fronte alla fotocamera e viene utilizzato il microfono del cellulare per origliare le conversazioni del soggetto spiato. Che sia possibile fare tutto ciò è quindi indubbio, ma sicuramente è anche illecito, come spiega Jannone: “Registrare occultamente una conversazione altrui senza aver ricevuto il consenso dell’interessato è ammesso solo limitatamente a casi eccezionali, come quando occorra procurarsi delle prove per far valere un diritto in giudizio, ad esempio per provare una richiesta estorsiva o una molestia sessuale. Resta espressamente vietata la diffusione sul web di tali conversazioni […]”.

L’argomento verrà approfondito durante la quinta edizione del Privacy Day Forum che si terrà a Roma il 21 ottobre 2015. Clicca qui per scoprire il programma dell’evento!

[Fonti: FederPrivacy.it, Le Iene – “VIVIANI: E se ti spiassero dal tuo cellulare?”]

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