News in evidenza

Alto tasso di corruzione nel sistema sanitario italiano

GL-Consulting-corruzione-sistema-sanitario-italiano

Sembra incredibile, ma proprio nel settore in cui la cura, il benessere e l’interesse nei confronti del prossimo dovrebbero essere in prima linea è invece la corruzione ad averla vinta. Da un’indagine sulla percezione della corruzione realizzata da Transparency International Italia, Censis, ISPE-Sanità e Rissc emerge infatti che nel settore sanitario parliamo di un miliardo di euro l’anno di sprechi in beni e servizi non legati alla cura dei pazienti, come mense, gestione delle lavanderie e dei rifiuti speciali, ecc.

Curiamo la corruzione

I dirigenti delle 151 strutture coinvolte nella ricerca affermano che il 37% delle aziende sanitarie italiane ha registrato un caso di corruzione negli ultimi 5 anni, di cui molti non sono stati affrontati in modo adeguato. Ecco perché il progetto “Curiamo la corruzione” sembra ora più che mai indispensabile e perché in data di mercoledì 6 aprile 2016 si è tenuta la “Prima Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità” a Roma presso il Tempio di Adriano.

Il progetto nasce con lo scopo di favorire e promuovere maggiore trasparenza e integrità nel contesto sanitario tramite iniziative di formazione, ricerca e comunicazione su tutto il territorio. L’idea è che sensibilizzando decisori sia pubblici che privati e proponendo misure anticorruzione questo fenomeno possa essere drasticamente ridotto. Ecco perchè sono state allestite 16 postazioni presso le ATS (ossia le ex ASL che dal 1 gennaio 2016 hanno cambiato nome) e le aziende ospedaliere italiane per informare e sensibilizzare sia il personale medico in struttura, sia i cittadini coinvolgendoli sulla tematica e diffondendone una maggior conoscenza.

I dirigenti sanitari contro la corruzione

Il 77% dei dirigenti di strutture sanitarie intervistati ritiene concreto il rischio che all’interno della propria azienda si verifichino episodi di corruzione; tra questi, il 10% percepisce questo rischio come elevato. La corruzione viene percepita nella quasi totalità dei casi come uno dei maggiori problemi del nostro Paese. Gli ambiti in cui questo fenomeno sembra potersi verificare con più facilità sono gli appalti e le assunzioni di personale, così come le acquisizioni di beni e servizi e la realizzazione di opere e infrastrutture.

Il 50% degli intervistati vede una medesima distribuzione della corruzione nell’ambito pubblico e privato e in tutti i paesi europei e percepisce l’eccessiva ingerenza della politica nel processo di nomina dei vertici della Pubblica Amministrazione come principale causa della corruzione. Come metodologia per reprimere la corruzione due terzi dei dirigenti percepisce l’Autorità nazionale anticorruzione come utile, mentre il restante 32,4% vede le procedure burocratiche come un rallentamento concreto nella lotta alla corruzione.

Ma cosa è stato fatto fino a oggi per ridurre la corruzione?

Negli ultimi anni il 97% delle strutture sanitarie ha adottato un Codice di Comportamento specifico per i propri dipendenti e integrativo rispetto a quello rivolto ai dipendenti pubblici. Inoltre, il 93% ha definito un Regolamento per le procedure d’acquisto e quasi altrettante strutture affermano di aver delineato procedure trasparenti per l’aggiudicazione degli appalti.

obblighi-legge-anticorruzione-aziende-italiane

Percentuale di aziende che non adempiono agli obblighi anticorruzione per regione

Dove sta quindi il problema? Secondo l’esame dei Piani anticorruzione nel 40% dei casi le aziende si sono limitate ad semplice adempimento dell’obbligo di legge, senza includere l’analisi dei rischi di corruzione o misure preventive. Inoltre, 3 strutture su 4 non hanno risposto appieno a quanto previsto dalla normativa. Probabilmente proprio per questi motivi il 35% dei dirigenti intervistati sostiene che il Piano non sia incisivo nella riduzione della corruzione.

In termini di responsabilità amministrativa, il reato di corruzione rientra nell’Articolo 25 “Concussione, induzione indebita a dare o promettere altra utilità e corruzione” del Decreto Legislativo 231 ed è perseguibile con consistenti sanzioni.

[Fonti: www.curiamolacorruzione.it]

1 Commento su Alto tasso di corruzione nel sistema sanitario italiano

  1. Le procedure burocratiche sono viste come un rallentamento anche quando si tratta di Sistema Qualità, in aziende private. Figuriamoci quando si parla di pubblica amministrazione, Modello Etico, Dlgs 231, etc. Si scopre questa normativa adesso, ed alcune aziende ci si adeguano solo successivamente all’adeguamento ISO o OHSAS sulla sicurezza. In Italia c’è poca divulgazione e la mentalità diffusa è sbagliata.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


12 − uno =