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Ambiente Lavoro: invecchiamento tra sfide e soluzioni

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Tra gli eventi e i fenomeni che l’azienda e il datore di lavoro non possono ignorare in termini di sicurezza c’è indubbiamente un fattore che (prima o poi) va a interessare qualsiasi lavoratore: l’invecchiamento. In Italia, inoltre, l’età media della popolazione tende ad aumentare costantemente, e l’incremento risulta rallentato solo dalla presenza di immigrati giovani.

Ambiente Lavoro 2016

Se ne è parlato a Bologna il 19-21 ottobre 2016 in occasione della manifestazione Ambiente Lavoro, durante la quale Rinaldo Ghersi, Coordinatore gruppo di lavoro invecchiamento CIIP (Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione) ha tenuto un intervento dedicato al tema “L’ergonomia nell’approccio multiplo alla gestione dell’invecchiamento nel lavoro”. In particolare, si riconosce la necessità di affrontare la questione mediante un approccio multiplo (piano normativo, gestione aziendale, sorveglianza sanitaria, ecc.) che consenta di proporre e attuare soluzioni migliorative.

Anziani e lavoro: le sfide

Tra le principali sfide sul tema dei lavoratori anziani e dell’invecchiamento troviamo:

  • la necessità di cambiare atteggiamento verso l’invecchiamento
  • la necessità di formare il personale rispetto alle problematiche e dinamiche dell’invecchiamento
  • la possibilità di adattare il lavoro all’età
  • l’esigenza di adattare i servizi sanitari alle esigenze di chi è più anziano

Insomma: il primario bisogno è quello di tenere conto, anche in ambito lavorativo, dell’invecchiamento della popolazione, per far sì –da un lato- che i lavoratori continuino ad essere tutelati e –dall’altro- che la produzione e il lavoro stesso non ne risentano. Bisogna anche considerare che, se nell’ambiente di lavoro non si tiene conto delle necessità dei lavoratori, si vedrà un costante aumento di persone con disturbi o malattie lavoro-correlate e notevoli ripercussioni su reddito, corsi e collocabilità.

Cosa cambia con l’età

Con l’avanzare degli anni sono diverse le funzioni che cambiano: in primis abbiamo una riduzione della capacità visiva, uditiva, dell’apparato locomotore, cardiovascolare, del sistema nervoso, ecc. Poi abbiamo un aumento dei tempi di reazione e una riduzione della memoria a breve termine. Alcune misure preventive e migliorative prevedono, ad esempio, il ridurre le attività multitasking, evitare gli open space, valorizzare l’esperienza ed evitare lo stress. Resta comunque da considerare che, in termini di sforzo fisico, alcuni rischi non possano essere ridotti senza necessariamente evitare determinate attività.

Le soluzioni a un Paese che invecchia

Like-FB-GLConsulting2bisDi primo acchito e seguendo un approccio ergonomico si potrebbe pensare che la soluzione migliore sia quella di adattare mansioni, strumentazioni e ambienti a lavoratori di qualsiasi età. Tuttavia, in molti casi, non ci sono le risorse o le possibilità per apportare interventi di questo tipo (che potrebbero non essere sufficienti).

L’alternativa adottata in diversi Paesi è di applicare norme e procedure che consentano il ricollocamento dei lavoratori oltre una certa età così che svolgano mansioni adatte alle loro esigenze. Un esempio? La formazione dei giovani, grazie a cui si attingerebbe alla principale risorsa del personale più anziano: l’esperienza.

[Fonte: Puntosicuro.it]

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