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Apple Watch e smartwatch che controllano le nostre emozioni?

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Lo aspettavamo e alla fine è arrivato: il nuovo prodotto Apple che ci seguirà anche se non abbiamo tasche o borselli è finalmente in vendita negli USA e, a breve, arriverà anche nel Apple Store italiano. Parliamo naturalmente del Apple Watch, l’orologio touch e iper-accessoriato che gli eredi di Jobs hanno proposto ai loro fan. Il dispositivo funziona se collegato ad un iPhone e viene proposto in centinaia di colori, modelli e materiali: dai più economici (sui 350 dollari) fino ai più sofisticati che arrivano a costare anche 12.000 dollari, o più se si punta ad una personalizzazione in platino e diamanti.

AGGIORNAMENTO: l’Apple Watch è ora disponibile anche negli store italiani con diversi modelli a partire da 419 euro! – Luglio 2015

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Ma cosa sta dietro a questo accessorio così prezioso e ambito? Pare infatti che la Apple preveda di venderne 40 milioni di pezzi, di cui molti sono dotati di sensori in grado di monitorare il battito cardiaco. Parliamo di un dispositivo che nasce con lo scopo di monitorare i parametri di chi pratica sport, ma che, se associato all’algoritmo giusto, può fornire indicazioni piuttosto precise sulle emozioni di chi indossa l’orologio.

Ovviamente nessuno è interessato a sapere come ci si sente mentre si sta al mare in spiaggia, ma la nostra reazione di fronte a una vetrina o a un prodotto fa sicuramente gola a molti addetti marketing. Ecco perché proprio l’Apple Watch finisce sul tavolo dell’inquisizione di chi si occupa di privacy. Insomma, gli orologi intelligenti consentono di chiamare, mandare mail, essere guidati da un gps, postare sui social, ma hanno anche un enorme vantaggio: sono sempre con noi e letteralmente a contatto con la nostra pelle.

Like-FB-GLConsulting2bisLa paura è quindi quella che oltre ai nostri benefici, gli smartwatch soddisfino anche quelli delle agenzie di marketing dicendo loro come ci sentiamo di fronte a offerte, promozioni, prodotti o pubblicità. Il dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa ci fornisce indicazioni su come dal battito cardiaco possiamo risalire alle emozioni e sappiamo che solo il 15% delle app in rete forniscono un’informativa chiara e corretta sull’utilizzo dei dati raccolti.

Insomma le nuove tecnologie cospirano contro di noi? Forse è una visione pessimistica, ma se è vero che il consumatore deve stare attento a tutelare la propria privacy, è altrettanto certo che le aziende che si occupano di marketing devono affidare a un privacy officer o a un consulente esperto la gestione dei propri canali pubblicitari. Una volta di fronte al Garante Privacy, infatti, è difficile scappare: meglio tutelarsi prima e dimostrare di avere a cuore i propri clienti e utenti.

[Fonte: Federprivacy.it, Ansa.it]

3 Commenti su Apple Watch e smartwatch che controllano le nostre emozioni?

  1. Interessante! Paul Ekman (il Padre dello studio del linguaggio del corpo) sostiene però che anche la “macchina della verità” può sbagliare, perchè le variazioni del battito cardiaco possono essere sintomo di emozioni contrastanti. Quindi in teoria sarà difficile capire se il messaggio pubblicitario provochi entusiasmo o irritazione.

    Grazie per l’articolo!
    Laura

    http://www.comupon.it

  2. Questo smartwatch della Apple è davvero innovativo e sarà commercializzato in tre diverse versioni (classica, edition e sport). Incomincerà ad essere venduto a fine Aprile in diversi paesi (non in Italia) ad un prezzo base di circa 350 dollari. Il suo display è di circa 1,5″, permette di rispondere ai messaggi e alle telefonate senza usare lo smartphone (può collegarsi tramite bluetooth o wi-fi all’iphone). E’ capace di eseguire molte applicazioni e si interfaccia con i principali social network. La batteria però non dura più di un giorno. Acquistereste il futuristico smartwatch della Apple?

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