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Approvata la legge anticorruzione: pene aggravate per il falso in bilancio

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Il 21 maggio è stata approvata dalla Camera la legge anticorruzione, che ha introdotto una serie di importanti novità legate ai reati contro la Pubblica Amministrazione nonché al reato di false comunicazioni sociali, in vigore dal 2002. Sono infatti previste pene più severe per il reato di falso in bilancio: passiamo dall’arresto fino a 2 anni alla reclusione per un periodo da 1 a 5 anni. Queste pene sono poi aggravate qualora la società sia quotata e in questi casi la reclusione va da 3 a 8 anni.

Il provvedimento “Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio” è quindi stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 30 maggio ed entrerà in vigore il 14 giugno 2015. Gli articoli modificati dalla riforma per quanto riguarda il codice civile sono i seguenti:

  • L’articolo 2621 c.c. dedicato al reato di falso in bilancio nelle società non quotate;
  • L’articolo 2621-bis c.c., che introduce pene ridotte per i fatti di lieve entità. Le stesse pene sono inoltre previste per le società di piccole dimensioni, che non superano i limiti per la fallibilità;
  • L’articolo 2621-ter c.c., che disciplina i casi di non punibilità per particolare tenuità;
  • L’articolo 2622 c.c. che si concentra sul reato di falso in bilancio nelle società quotate.

Like-FB-GLConsulting2bisI ‘fatti di lieve entità’ introdotti dalla legge prevedono una reclusione da 6 mesi a 3 anni a seconda della natura e delle dimensioni della società, così come delle conseguenze degli atti illeciti. Viene introdotta la ‘causa di non punibilità’ per particolare tenuità del fatto, mentre perdono rilevanza penale le valutazioni di bilancio. Per quanto riguarda, invece la responsabilità amministrativa degli enti vediamo un deciso aumento delle sanzioni fatto salvo per l’introduzione, come anticipato, dei ‘fatti di lieve entità’:

PRIMA della nuova legge anticorruzione

DOPO la nuova legge anticorruzione

  • Per la contravvenzione di false comunicazioni sociali nelle società non quotate è prevista la sanzione pecuniaria da cento a centocinquanta quote;
  • Per il delitto di false comunicazioni sociali nelle società quotate è prevista la sanzione pecuniaria da centocinquanta a trecentotrenta quote.
  • Per il delitto di false comunicazioni sociali nelle società non quotate è prevista la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote;
  • Per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2621-bis del codice civile (fatti di lieve entità), è prevista la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote;
  • Per il delitto di false comunicazioni sociali nelle società quotate è prevista la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote.

Teniamo in considerazione che una quota equivale a un importo compreso tra €258 e €1549, e che la sanzione massima per una società quotata equivale quindi a quasi un milione di euro.

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[Fonti: Gazzettaufficiale.it, Gvcassociati.it]

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