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Approvato il disegno di legge sui reati ambientali: previste sanzioni anche per le aziende

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Da ormai 4 anni i reati ambientali sono inclusi tra i reati presupposto per la responsabilità ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001, ma nell’ultimo periodo questa tematica ha acquistato un valore sempre maggiore, soprattutto nel contesto aziendale. È stato infatti approvato il mese scorso il disegno di legge sui reati ambientali con 165 voti a favore, 49 no e 18 astenuti.

La norma sugli ecoreati introduce limitazioni come il divieto di esplosioni in mare per attività di ricerca e esplorazione dei fondali nonché rigidi sanzionamenti in caso di attività ecomafiose e ecocriminali che fino ad oggi hanno avuto fin troppa libertà. Per arrivare a questa risoluzione, attesa e acclamata da molti, è stato necessario un dialogo tra diverse componenti politiche: non si tratta infatti semplicemente di trovare nuovi reati, ma di alzare il termine di prescrizione e di sanzionare non solo persone fisiche ma anche persone giuridiche.

Viene quindi inserito nel Codice Penale un nuovo titolo con delitti che fino a poco fa non venivano contemplati come l’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico e abbandono di materiale radioattivo e l’impedimento al controllo. E le sanzioni non sono da poco, ecco alcuni esempi:

  • Delitto di inquinamento ambientale: reclusione da 2 a 6 anni e multa da 10 a 100 mila euro
  • Delitto di disastro ambientale (alterazione dell’equilibrio di un ecosistema): reclusione da 5 a 15 anni
  • Abbandono di materiale radioattivo: reclusione da 2 a 6 anni e da 10 a 50 mila euro di multa

Come abbiamo anticipato, oltre alle sanzioni previste per le persone fisiche, è prevista anche la responsabilità di persone giuridiche, come sottolineato dal WWF:Nella proposta inoltre si stabilisce che si possano comminare sanzioni penali anche a carico delle persone giuridiche (societa’, imprese) che, spesso, sono le reali responsabili, di condotte nocive per l’ambiente“. Le sanzioni pecuniarie in cui può incorrere un’azienda coinvolta sono quantificate in quote, considerando che ogni quota va da un minimo di 258 euro a un massimo di 1.549 euro. Ecco come verranno puniti i reati:

  • Inquinamento ambientale: da 250 a 600 quote
  • Disastro ambientale: da 400 a 800 quote
  • Traffico di materiale radioattivo: da 250 a 600 quote
  • Associazione a delinquere aggravata: da 300 a 1.000 quote

Like-FB-GLConsulting2bisIl massimo sanzionabile per un’azienda per i reati ambientali è di 1.549.000 euro e, come sempre, sono previste per l’azienda anche conseguenze come l’interdizione dell’esercizio dell’attività, la sospensione e la revoca di autorizzazioni, il divieto di contattare con la PA e l’esclusione da finanziamenti e agevolazioni.

Si tratta di un traguardo non indifferente, che porta l’Italia un passo più vicina alla modernità, all’evoluzione e ad un futuro rivolto alla “tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia e dell’industria” che, come sottolineano Stefano Ciafani (vicepresidente di Legambiente) ed Enrico Fontana (coordinatore nazionale di Libera) non possono più aspettare.

[Fonti: Repubblica.it, Helpconsumatori.it, Compliancenet.it]

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