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Arrestati gli hacker che hanno violato i siti di Expo e del Ministero della Difesa

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Perquisizioni e arresti nelle zone di Torino, Sondrio, Pisa e Livorno per un gruppo di hacker che ha organizzato diversi attacchi contro sistemi informatici nazionali e siti istituzionali. In questo caso sono stati presi di mira due siti di indiscusso interesse, parliamo delle piattaforme web di Expo 2015 e del Ministero della Difesa. L’operazione di rintracciamento e smascheramento dei criminali informatici è stata denominata “Unmask” e guidata dagli agenti della Polizia Postale e dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic).

Al momento, due persone sono agli arresti domiciliari, una terza è stata denunciata per associazione a delinquere e altre due sono state denunciate per favoreggiamento personale. Uno degli hacker, un 31enne livornese, ha tentato di ostacolare l’arresto spegnendo il computer criptato i cui dati, però, sono stati recuperati dagli agenti e “sbloccati” con non pochi sforzi.

Le accuse sono:

  • Danneggiamento di sistemi informatici,
  • Interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche,
  • Accesso abusivo a sistemi informatici,
  • Detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici.

L’assalto ai siti era in corso da un mese ma, a quanto pare, non ha riguardato informazioni “top secret” e non ha arrecato danni troppo gravi ai vari sistemi informatici. L’operazione “Unmask” ha portato all’identificazione di una cellula criminale che, in passato, era stata responsabile di diversi attacchi a importanti strutture informatiche tra cui siti istituzionali e di importanti realtà economiche italiane.

Like-FB-GLConsulting2bisIvano Gabrielli, responsabile de Cnaipic, ha definito gli arrestati come “Due persone che cercavamo da tempo, di spessore internazionale” accusate di essere all’origine diuna serie di campagne di intervento via web, anche sotto le insegne di ‘Anonymous’. Tra queste, l’iniziativa ‘Antimilitarist 2′ e le incursioni contro il sito e la biglietteria di Expo 2015“.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di vari personal computer e di altri dispositivi utilizzati per realizzare gli attacchi. Hanno partecipato alle attività investigative la Polizia Postale lombarda, toscana e piemontese, nonché la Questura di Livorno e il Servizio di Polizia Scientifica. La collaborazione tra le diverse unità ha consentito di smascherare gli hacker nonostante i potenti sistemi di anonimizzazione.

[Fonti: Federprivacy.it, Repubblica.it]

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