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Attribuzione del “rating di legalità” alle aziende: ecco le nuove regole

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La delibera del 5 giugno 2014 dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha visto la modifica di alcune regole che definiscono i criteri per l’attribuzione del “rating di legalità” delle imprese.

Ma cos’è il rating di legalità di un’azienda? Possiamo considerarlo come una sorta di valutazione dell’Ente sotto diversi aspetti: da un lato abbiamo il punto di vista normativo e dall’altro una questione più sensibile, ovvero l’eticità del proprio operato. Ne esce quindi una sorta di pagella i cui voti vengono assegnati dalla stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Per ottenere il rating è sufficiente essere un’azienda iscritta al registro delle imprese da almeno due anni con sede operativa in Italia e che abbia raggiunto nell’anno precedente un fatturato di almeno 2 milioni di euro. Le imprese che ottengono il rating di legalità possono usufruire di agevolazioni nell’ambito dei finanziamenti pubblici e in sede di accesso al credito bancario. I primi ‘diplomi’ sono stati rilasciati nell’aprile 2013 ad aziende molto eterogenee tra loro sotto diversi punti di vista: dimensioni, attività, modalità di gestione.

Ma come si fa ad ottenere un punteggio alto? In primo luogo è fondamentale che nessuno dei soggetti coinvolti nella gestione dell’impresa abbia condanne a carico per i reati presupposti proprio dal D.Lgs. 231/2001 e, allo stesso modo, devono essere assenti sanzioni amministrative nei confronti dell’impresa. Insomma per ottenere il rating di legalità è estremamente vantaggioso adottare un Modello Organizzativo e non finisce qui, perché i presupposti per ottenere un buon punteggio aumentano con le nuove e più recenti regole:

  1. L´impresa non deve essere “destinataria di provvedimenti di condanna dell´Autorità per pratiche commerciali scorrette ai sensi del codice del consumo, di provvedimenti di condanna per inottemperanza a quanto disposto dalla stessa Autorità, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente a richiesta di rating”;
  2. L´impresa non deve essere “destinataria di provvedimenti dell´Autorità competente rispetto all´accertamento del mancato rispetto all´obbligo di pagamento di imposte e tasse, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating”.

Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 4 luglio e include anche la possibilità di aggiungere un segno + accanto alle 3 stelle del rating laddove l’azienda “ove abbia denunciato all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia taluno dei reati previsti dal presente Regolamento, commessi a danno dell´imprenditore o dei propri familiari e collaboratori; l´attribuzione del segno + (…) è subordinata all´esercizio dell´azione penale in relazione ai fatti di reato denunciati”.

 

Leggi il regolamento integrale!
[Fonti: compliancenet.it , operari.it , aodv231.it]

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