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Azienda scagionata dall’accusa di omicidio colposo ex D.Lgs. 231/2001

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Per comprendere l’importanza del D.Lgs. 231/2001 e il valore delle attività ad esso inerenti che l’azienda può svolgere -sebbene non obbligatorie- è sempre bene fare riferimento a casi reali. Questi ci consentono di capire in quali situazioni l’azienda possa essere ritenuta responsabile del reato e come eventualmente sia possibile scagionarla. Molto interessante è il caso affrontato dall’avvocato Paolo De Martino, che riporta i dettagli della sentenza assolutoria del Tribunale di Milano del 26 giugno 2014.

In questo caso, il Giudice è stato posto di fronte al tragico evento del dipendente di una società operante su un cantiere ferroviario, che ha perso la vita travolto da un treno mentre lavorava nel proprio cantiere. La Pubblica Accusa ha sostenuto che l’origine dell’incidente fosse riconducibile ad una violazione della normativa in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e che fosse quindi possibile individuare una responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Per sostenere la propria tesi, l’accusa ha sostenuto che le aziende coinvolte:

  • Non avessero predisposto un Piano di Sicurezza e Coordinamento idoneo;
  • Non avessero coordinato tale Piano con il Piano Operativo di Sicurezza;
  • Avessero allestito il cantiere nonostante il binario fosse attivo;
  • Non avessero valutato il rischio di investimento nel cantiere.

Le tre società coinvolte sono state accusate di violazione degli articoli 5, 6, 25-septies del decreto 231 in relazione al delitto di omicidio colposo. L’inosservanza degli obblighi idonei alla prevenzione di infortuni avrebbe infatti, secondo la difesa, costituito un vantaggio economico per gli enti.

Tuttavia, il Tribunale ha voluto approfondire la questione non solo relativa al coordinamento dei Piani di Sicurezza, ma anche all’adeguatezza dei Modelli Organizzativi e della sussistenza di un reale vantaggio per gli enti. In questo caso, il Tribunale ha sottolineato che il Modello Organizzativo NON è obbligatorio, che quelli adottati dalle aziende committenti erano comunque da considerarsi efficienti e, sebbene non aggiornati, particolarmente esaustivi in tema di sicurezza sul lavoro.

Soprattutto, riporta l’Avvocato De Martino, “il Tribunale rileva come non sia ‘stato accertato in alcun modo quale fosse l’interesse che le Società potessero aver nutrito, né tanto meno il vantaggio che avessero potuto conseguire’ dalla morte del dipendente.

Like-FB-GLConsulting2bisLa stesura di un documento come il Modello Organizzativo idoneo risulta quindi utile anche nel caso di eventi che coinvolgono più direttamente la responsabilità di persone fisiche, come gli incidenti sul luogo di lavoro. L’azienda può infatti essere ritenuta responsabile tanto quanto i suoi dipendenti e per scagionarla sono indispensabili prove tangibili del suo impegno, come persona giuridica, nell’ostacolare la commissione di reati, nel tutelare il personale e nell’agire in modo etico e professionale.

 

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