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Categorie di rischio dei DPI: il Regolamento europeo 2016/425

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Parlando di Regolamenti Europei il 2016 è stato indubbiamente un anno prolifico e, oltre alla versione definitiva del Regolamento Privacy che unificherà tutti i Paesi Europei sotto un’unica normativa, abbiamo anche visto venire alla luce il Regolamento 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale, che dopo 27 anni prende il posto della Direttiva 89/686/CEE del 21 dicembre 1989, abrogandola.

Le categorie di rischio dei DPI

Tra i primi punti su cui vale la pena cercare le radici di questa evoluzione troviamo sicuramente la necessità di stare al passo con i progressi e le conoscenze in ambito tecnico. Infatti la modifica delle categorie di rischio dei DPI non può ignorare nuovi dati scientifici, innovazione e sviluppo tecnologico.

Ecco quindi che troviamo nuove categorie di rischio:

CATEGORIA I – che comprende i rischi minimi:

  • a) lesioni meccaniche superficiali;
  • b) contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua;
  • c) contatto con superfici calde che non superino i 50 °C;
  • d) lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all’osservazione del sole);
  • e) condizioni atmosferiche di natura non estrema.

CATEGORIA II - che comprende tutti i rischi diversi da quelli specificati nelle categorie I e III;

CATEGORIA III – che “esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili con riguardo a quanto segue:

  • a) sostanze e miscele pericolose per la salute;
  • b) atmosfere con carenza di ossigeno;
  • c) agenti biologici nocivi;
  • d) radiazioni ionizzanti;
  • e) ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C;
  • f) ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore;
  • g) cadute dall’alto;
  • h) scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
  • i) annegamento;
  • j) tagli da seghe a catena portatili;
  • k) getti ad alta pressione;
  • l) ferite da proiettile o da coltello;
  • m) rumore nocivo.

L’importanza di definire le categorie di rischio

Like-FB-GLConsulting2bisTale definizione è fondamentale per ricavare le procedure di valutazione della conformità dei DPI, ossia il rispetto di alcuni requisiti di salute e sicurezza essenziali. Inoltre, questi devono essere accompagnati da una documentazione tecnica nella quale siano dettagliati i mezzi utilizzati dal fabbricante per garantirne, appunto, la conformità. Tale documentazione deve includere, tra le varie cose: una descrizione completa del DPI e del suo utilizzo, una valutazione dei rischi che è destinato a proteggere, schemi di fabbricazione dei suoi componenti e note esplicative.

[Fonte: PuntoSicuro.it]

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