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Condanne degli enti e UE: un’occasione mancata

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La Decisione Quadro 2009/315/GAI

La Decisione Quadro 2009/315/GAI del 26 febbraio 2009, relativa all’organizzazione e al contenuto degli scambi fra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziario, ha sicuramente rappresentato la concretizzazione dell’obiettivo del legislatore europeo di fornire ai cittadini un livello elevato di sicurezza in quello spazio di libertà, sicurezza e giustizia che è l’UE.

DEFINIZIONI:

Stato membro di condanna: il Paese dell’UE in cui il soggetto commette il reato, in cui viene processato e in cui viene condannato.

Stato membro di condanna: il Paese in cui il soggetto che ha commesso reato ha la propria cittadinanza.

 

Oltre all’obbligo fatto allo Stato membro di condanna di trasmettere agli Stati membri di cittadinanza le informazioni relative alle condanne pronunciate contro i loro cittadini, è inserito nella Decisione Quadro un obbligo di conservazione delle informazioni così trasmesse presso gli Stati membri di cittadinanza, onde garantire che questi siano in grado di fornire una risposta completa alle richieste di informazioni avanzate da altri Stati membri.

Gli obiettivi della decisione

Quali sono gli scopi perseguiti dalla Decisione Quadro?

(a) Definire le modalità secondo le quali uno Stato membro in cui è stata pronunciata una condanna («Stato membro di condanna») contro un cittadino di un altro Stato membro trasmette le informazioni su tale condanna allo Stato membro di cittadinanza della persona condannata («Stato membro di cittadinanza»);

(b) Definire gli obblighi di conservazione di tali informazioni che incombono allo Stato membro di cittadinanza e di precisare i metodi da seguire nel rispondere a una richiesta di informazioni estratte dal casellario giudiziario;

(c) Fissare il quadro per la costruzione e lo sviluppo di un sistema informatizzato di scambio di informazioni tra Stati membri sulle condanne.

L’ambito di applicazione

Per espressa previsione del legislatore europeo, l’applicazione del meccanismo istituito dalla Decisione Quadro alla sola trasmissione di informazioni estratte dal casellario giudiziario relativamente alle persone fisiche non dovrebbe pregiudicare l’eventuale futura estensione dell’ambito di applicazione di tali meccanismi allo scambio di informazioni relative alle persone giuridiche.

Il D.Lgs. 74/2016

Like-FB-GLConsulting2bisIl D.Lgs. 74/2016 attua nell’ordinamento interno le disposizioni della Decisione Quadro 2009/315/GAI. In base all’art. 4 dello stesso Decreto, qualsiasi condanna pronunciata in Italia ed iscritta nel casellario giudiziale è comunicata senza indugio all’autorità della persona condannata, pur quando questa abbia anche la cittadinanza italiana.

Il Decreto, però, nell’operare una modifica del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, dimentica di introdurre una disposizione che consenta lo scambio di informazioni tra Stati membri anche per i casi di responsabilità amministrativa degli enti.

Si tratta di un’evidente lacuna legislativa. Non resta che aspettare un nuovo intervento del legislatore.

 

[Fonti: Aodv.it, Decisione Quadro 2009/315/GAI, D.Lgs. 74/2016]

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