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Controlli su EURO sospetti: il Garante tutela la privacy degli esibitori

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Il Garante Privacy ha espresso il proprio parere positivo nei confronti del decreto attuativo del Regolamento UE 1210/2010 che attribuisce ai cosiddetti “gestori del contante” il compito di verificare lo stato delle monete per accertarne l’originalità e l’integrità. Ci si rivolge quindi a banche, istituti di credito, cambiavalute e trasportatori di denaro contante e lo scopo è quello di individuare monete false o così rovinate da essere ritenute non idonee alla circolazione.

Gli euro sospetti devono essere inviati al Centro Nazionale di Analisi delle monete presso la zecca dello Stato anche da parte della Banca d’Italia nelle sue sezioni di tesoreria che raccolgono monete non idonee. L’intervento del Garante ha però precisato che sarà necessario assicurare la tutela della privacy degli “esibitori”, ossia di coloro che presentano le monete avvisandoli che i loro dati verranno forniti al Cnac e, più in generale, osservando le disposizioni del Codice Privacy.

Like-FB-GLConsulting2bisOltre al controllo e alla segnalazione dei contanti non ritenuti idonei alla circolazione, i gestori di banche e istituti di credito dovranno anche effettuare segnalazioni statistiche, inviando periodicamente al Centro di analisi dati e informazioni relativi a quanto osservato per consentire all’autorità di monitorare il ricircolo delle monete. Anche in questo caso, i dati dovranno essere trattati in maniera anonima senza poter risalire all’identificazione degli esibitori.

[Fonte: Garanteprivacy.it]

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