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Coordinatore della sicurezza per l’Esecuzione dell’opera o Supereroe?

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Il Coordinatore della sicurezza per l’Esecuzione dell’opera, meglio noto come CSE, è un ruolo fondamentale all’interno dei cantieri edili, dove purtroppo il tasso di infortuni fatica a scendere. Proprio per l’importanza che la sua figura ricopre, il CSE è stato più volte definito “il deus ex machina del cantiere” o anche “il perno della sicurezza in cantiere”. Tuttavia, i suoi compiti, le mansioni e le responsabilità sono stati definiti in svariati modi nel corso degli anni e, in particolare negli ultimi mesi, diversi documenti hanno cambiato radicalmente la percezione di questa figura della sicurezza in cantiere.

Il ruolo del Coordinatore della sicurezza per l’Esecuzione dell’opera

Prevista dal D. Lgs. n° 494/1996, riconfermata dal Deceto 81/2008 e introdotta dalla direttiva 92/57/CEE, questa figura si caratterizza per una serie di responsabilità non da poco. Lo scopo del CSE era quello di innalzare il livello di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in un contesto con livelli di rischio considerevoli. Purtroppo però, l’articolo 92 del D.Lgs. 81/2008 dedicato al CSE, rivela alcune lacune circa le dinamiche organizzative del cantiere. Ne deriva che questa figura non costituisca altro che un ulteriore livello di controllo per prevenire reati da parte del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti o dei lavoratori.

Articolo 92 – Obblighi del coordinatore per l’esecuzione dei lavori

1. Durante la realizzazione dell’opera, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori:

a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 ove previsto e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;

b) verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 100, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, ove previsto, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, ove previsto, e il fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;

c) organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;

d) verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;

e) segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95, 96 e 97, comma 1, e alle prescrizioni del piano di cui all’articolo 100, ove previsto, e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti;

f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

2. Nei casi di cui all’articolo 90, comma 5, il coordinatore per l’esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b), fermo restando quanto previsto al secondo periodo della medesima lettera b).

Obblighi penali

Correva in soccorso la Direttiva 92/57/CEE che, per sollevare dalle pesanti responsabilità i Coordinatori, assegnava loro dei Compiti anziché degli obblighi (art.5-6). Ma a ribaltare la situazione ci ha pensato il nostro legislatore che ha previsto sia per il CSP che, soprattutto, per il CSE una serie di obblighi penalmente sanzionati che rendono questo ruolo scomodo e di scarso appeal. Inoltre, gli enti di vigilanza, nel caso di reati attuatisi a causa della violazione di misure preventive, hanno iniziato ad addebitare al CSE qualsiasi obbligo proprio di altre figure.

Like-FB-GLConsulting2bisVa da sé che, per poter assolvere ai propri compiti, il CSE dovrebbe poter essere contemporaneamente in ogni punto del cantiere così da assicurare la completa adozione di tutte le misure preventive. Ereditando sulle proprie spalle il peso dei compiti di diverse figure, il Coordinatore della sicurezza per l’Esecuzione dell’opera, deve rispondere in caso di mancata vigilanza sull’adempimento degli obblighi da parte di tutte loro.

Chi potrebbe portare sulle proprie spalle tali responsabilità con leggerezza? Forse solo un supereroe! Si tratta infatti di un’interpretazione rivedibile della normativa (come sottolinea il Prof. Catanoso su Puntosicuro.it), che, se letta con maggiore chiarezza, assegna al CSE il compito di controllare e coordinare, di organizzare e dirigere più che di vigilare.

[Fonte: PuntoSicuro.it]

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