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Cosa ci rende più o meno soggetti allo stress da lavoro correlato?

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Per intuizione, si tende a pensare che lo stress lavoro correlato possa scaturire da diversi fattori di rischio: dal contesto aziendale, dalle mansioni cui il dipendente è sottoposto dall’attività lavorativa in generale. In effetti, tutti questi elementi contribuiscono notevolmente a creare le condizioni ideali per lo sviluppo di questo tipo di patologia. Tuttavia, indagando su casi reali e osservando le dinamiche che portano alla nascita di una forma di stress sul lavoro, si è notato che le caratteristiche individuali impattano in modo considerevole sull’insorgere del malessere.

Ma quali sono le caratteristiche individuali che aumentano le probabilità di soffrire di stress lavoro correlato? In primo luogo possiamo suddividere le peculiarità del dipendente in due macro-categorie: caratteristiche demografiche e caratteristiche disposizionali.

Fanno parte della prima categoria aspetti come:

  • il GENERE, che sembra incidere sul livello di stress soprattutto nel caso di “doppia carriera” casa/azienda per le donne, ma che subisce comunque l’influenza di fattori disposizionali;
  • l’ETÀ, per cui è stato rilevato un maggior livello di stress nelle persone di mezza età piuttosto che sugli anziani come si tenderebbe a pensare;
  • le CARATTERISTICHE ETNICHE e CULTURALI, infatti i lavoratori immigrati risultano essere sottoporti a condizioni di lavoro più sfavorevoli come turni lunghi, lavori monotoni e salari più bassi che sono ovviamente fonte di stress.

Abbiamo poi la categoria delle caratteristiche disposizionali che possono aumentare la vulnerabilità e sensibilità dell’individuo, come:

  • “COMPORTAMENTO DI TIPO A”, ovvero particolare ambizione, competitività, aggressività e senso di urgenza che producono nell’individuo alti livelli di stress;
  • “OVERCOMMITMENT e WORKAHOLISM”, ovvero la tendenza a lavorare troppo trascurando altre sfere della vita che comporta l’accrescere del senso di colpa nelle rare occasioni in cui ci si concede una pausa.

Ci sono però anche caratteristiche disposizionali positive che possono tutelare l’individuo e ridurne lo stress, come:

  • “HARDINESS”, ovvero la tendenza individuale a resistere agli eventi stressanti, fronteggiando le situazioni complesse con dedizione e accettando le sfide con passione;
  • “RESILIENZA”, ossia la capacità di adattare la propria emotività al contesto, stabilendo il tipo di reazione adeguata in modo da evitare di ostacolare il raggiungimento dei propri obiettivi.

Like-FB-GLConsulting2bisInsomma, tutelarsi non è impossibile e anche se alcune caratteristiche genetiche o naturali ci rendono più predisposti allo stress, possiamo intervenire su quelle caratteriali per evitare un crollo e rendere la vita al lavoro più piacevole per se stessi e per gli altri.

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[Fonte: Puntosicuro.it]

3 Commenti su Cosa ci rende più o meno soggetti allo stress da lavoro correlato?

  1. Ottimo articolo, bravi! Mi permetto di aggiungere che, oltre alle caratteristiche caratteriali, noi assumiamo – sempre inconsapevolmente -caratteristiche comportamentali che variano a seconda del contesto. Queste ultime sono più facili da modificare se quelle correnti non sono funzionali alla propria qualità della vita.

    Buon lavoro!

    Laura

    http://www.comupon.it

    • Ciao Laura! Grazie per il tuo commento: davvero molto interessante! Dalla tua esperienza, quali pensi che possano essere caratteristiche comportamentali utili per una vita serena in ufficio?

      • E’una domanda molto ampia, ma per cominciare rispondo che – ad esempio – generalmente noi ci comportiamo con gli altri allo stesso modo in cui noi ci aspettiamo che gli altri si comportino con noi. Ma non sempre le strategie che funzionano con noi, funzionano anche con gli altri! E’ importante partire dal presupposto che le persone pensano, decidono e si motivano con modalità differenti dalle nostre. Grazie!

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