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Cosa è vero e cosa no? Le bufale sono ovunque, non solo sul web!

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Spesso tendiamo a pensare che il web sia una sorta di mondo alieno immenso e mostruoso pronto a carpire informazioni su di noi, a condizionare i nostri pensieri e a inculcarci nella mente idee e concetti che non ci appartengono. Fidarsi o non fidarsi? È bene cercare informazioni, notizie, immagini, prodotti, idee e contenuti online? Molti si pongono questa domanda, molti di più invece navigano liberi e spensierati senza porsi il problema. Alcuni imparano a filtrare le informazioni che trovano in base alle fonti, separando quelle che ritengono attendibili da quelle che chiaramente propinano bufale solo per ottenere visibilità e condivisioni; altri invece mangiano ogni foglia che trovano e alla fine iniziano a credere alle storie incredibili che trovano.

Ma la verità è una sola: le bufale ci sono, ma certamente non solo online. Ce lo spiega Luca Sofri nel suo libro “Notizie che non lo erano”, nelNotizie-che-non-lo-erano-Sofri quale propone decine di notizie pubblicate sì online, ma spesso e volentieri anche su quotidiani e magazine cartaceo, che in realtà non avevano alcun fondamento e che sono comunque state diffuse talvolta anche da fonti autorevoli.

Insomma: il web non è peggio della carta, è solo molto, molto, molto più vasto ma la percentuale proporzionale di castronerie che possiamo trovarci non è così sbilanciata come possiamo pensare. Ma come può capitare che un quotidiano (online o offline) pubblichi un’informazione non vera? In realtà in molti modi: tutto può partire da un errore di battitura che viene replicato centinaia di volte e che finisce con il dare alla notizia un significato completamente nuovo. Oppure capita (più spesso di quanto pensassimo) che giornalisti autorevoli prendano come fonti affidabili quelle che in realtà non lo sono affatto.

Luca Sofri, giornalista e conduttore italiano, ha realizzato un libro che non solo riporta molte notizie false che hanno fatto il giro del mondo facendoci abboccare all’amo come trote da allevamento, ma che ci fornisce anche una spiegazione sul perché di questo fenomeno, sulle condizioni che lo rendono possibile e sul tipo di informazioni più inclini a essere credute.

Sofri racconta, nell’intervista con Il Fatto Quotidiano, il concetto di partenza su cui si basa il suo libro: “C’è, rispetto a una parte del giornalismo che avrebbe bisogno di fare verifiche più attente, una scarsa attitudine all’aderenza alla realtà. È molto più diffuso, in mezzo a molte testate importanti italiane, un’attitudine all’allarmismo, al sensazionalismo, alla notizia grossa, a delle cose con cui fare dei titoloni”. Ed è proprio così, perché ecco alcuni dei titoli di notizie false che compaiono nel libro:

  • La house music può causare impotenza;
  • Un bambino su due non vuole passare il Capodanno con un coetaneo extracomunitario;
  • Quasi la metà dei maschi (41%) confessa che il seno è la prima parte del corpo femminile su cui cade lo sguardo.

Like-FB-GLConsulting2bisMa parliamo anche del titolo “E se Saddam fosse il figlio di Hitler?” comparso sul Corriere.it, che Sofri –ha spiegato in un’intervista con La Pina nel programma di Radio Deejay ‘Pinocchio’- ha commentato sottolineando come questa tesi sia sostenuta in un libro autoprodotto e classificato su Amazon.com al 2.921.484esimo posto nella classifica dei best sellers del Kindle Store.

Pazzesco? Lo è, ma ci insegna anche che non è il web ad essere ingannatore: è bene stare attenti a quello che si legge, verificare e confrontare, ma è bene farlo ovunque e sempre.

Cosa ne pensate?

[Fonti: Radio Deejay – “Pinocchio” – Puntata del 27/05/2015, Illibraio.it, Ilfattoquotidiano.it, Corriere.it, Amazon.com]

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