News in evidenza

Cosa sono i Panama Papers e l’Italia nella lotta al riciclaggio

GL-Consulting-panama-papers-anticorruzione

Oggi parliamo della più grande fuga di notizie della storia: quella dei Panama Papers, il cui contenuto è stato recentemente diffuso online da giornali di news e testate giornalistiche.

Ma cosa sono i Panama Papers?

Parliamo di un’immensa mole di documenti trapelati dalla Mossack Fonseca: una delle più grandi società al mondo che si occupa di creare e gestire società offshore. Questo tipo di aziende conducono la propria attività al di fuori della giurisdizione dello stato in cui sono registrate, con lo scopo di godere degli innumerevoli vantaggi dei cosiddetti paradisi fiscali.

La Mossack Fonseca ha sede a Panama e da qui deriva il nome di questi documenti, che riguardano migliaia di società spesso controllate da banche, politici e capi di stato. Nello specifico, il colosso si occupa di far nascere società per conto di terzi, in contesti con condizioni fiscali privilegiate, come –appunto- Panama, le Seychelles, o le Isole Vergini Britanniche. Parliamo di un vero e proprio business con circa 600 dipendenti in tutto il mondo e attività in 42 paesi. Non a caso viene definita la quarta azienda al mondo a occuparsi di questo genere di attività.

La fuga di documenti su società offshore

I documenti sono stati resi noti proprio da un dipendente della Mossack Fonseca, che li ha consegnati al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung affermando di aver rischiato la propria vita per poterci riuscire. Ma dal momento della consegna a oggi, i Panama Papers sono passati sotto gli occhi di 100 organizzazione giornalistiche in 80 paesi diversi, che li hanno studiati e analizzati per definirne entità, valore, accuratezza e veridicità.

Parliamo di 11 milioni e mezzo di documenti: la più grande fuga di notizie della storia, addirittura più ampia di WikiLeaks e coprono un arco temporale che va dal 1977 al 2015. Sono inclusi 14.000 clienti della Mossack Fonseca per un totale di 214 mila società offshore create. Questo tipo di società non è necessariamente illegale, ma proprio per la sua natura viene spesso utilizzato per nascondere ricchezze, riciclare denaro o per non pagare le tasse nel proprio paese. Nei documenti trapelati uno dei soci di Mossack Fonseca afferma: “il 95 per cento del nostro lavoro coincide con la vendita di sistemi per evadere le tasse”.Like-FB-GLConsulting2bis

L’Italia e le società offshore

Ma qual è la situazione italiana in termini di società off shore e paradisi fiscali? Dal punto di vista normativo ci sono stati diversi interventi che mirano a contrastare gli illeciti internazionali, come la normativa fiscale di contrasto all’evasione ed all’elusione internazionale oppure la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007). Quest’ultima mira a prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro, beni o altre utilità investendo in attività lecite denaro proveniente da attività illecite.

Ciononostante, in Italia molte grandi aziende pubbliche, circa la metà delle società quotate in borsa e un quarto dei gruppi bancari hanno collegamenti con società con sede in paradisi fiscali. Tra queste: ENI Spa, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Unicredit, Mediaset, solo per citarne alcune. Ovviamente, l’uso di società offshore non è vietato e, come abbiamo detto, non è neanche per forza illegittimo: resta da capire in quali casi lo sia e in quali no.

[Fonti: Business.laleggepertutti.it, Ilpost.it]

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


19 + 10 =