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Cos’è la call to action? Come stimolare l’utente all’azione

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Parlando di WEB e di siti aziendali, molto spesso capita di attirare un grande numero di utenti che visitano il nostro sito e che lo abbandonano senza interagirvi in alcun modo, cos’è successo? Le ragioni possono essere svariate e diverse tra loro, ma molto spesso il motivo è piuttosto semplice: non hanno trovato quello che cercavano. In particolare, questo può avvenire con due procedure diverse:

  • L’utente digita una particolare parola chiave su Google e tra i risultati trova il nostro sito. Cliccando sul link però viene indirizzato su una pagina che non fornisce le informazioni che stava cercando. Di conseguenza l’utente abbandonerà il sito e avremo un alto bounce rateCos'è e una bassa interazione.
  • L’utente ripete il percorso precedente e atterra su una pagina che gli fornisce esattamente le risposte che cercava. Tuttavia, il sito che ha di fronte gli mostra una pagina con del testo e poco più, quindi la sua visita prende la strutturaGL-Ciclo-utente

Anche in questo caso avremo un alto indice di rimbalzo e zero conversioni.

Di fondamentale importanza è quindi evitare questi due errori e studiare la struttura del proprio sito web con particolare attenzione. In primo luogo è necessario individuare le keywords Cos'è inerenti al proprio business ragionando su quello che offriamo e su quello che cerca il cliente. Ogni keyword avrà per noi un valore diverso: capiamo bene che digitando “preventivo soggiorno rodi” il cliente sarà sicuramente più vicino all’acquisto di colui che cerca “vacanze Grecia”, dobbiamo quindi assicurarci che coloro che ci cercano perché intenzionati ad acquistare o a sapere dei prezzi trovino le informazioni necessarie.

Con la prima parola chiave, infatti, non sarò interessato a leggere il diario di viaggio di qualcuno che è stato a Rodi e se dovessi finire su una pagina del genere con buone probabilità abbandonerei il sito. Tali keyword andranno poi distribuite nelle pagine del sito con logica, considerandone il valore e la corretta collocazione. Ma ancora più importante è fare in modo che, se il cliente trova le informazioni necessarie, allora arrivi al punto di chiedere effettivamente il preventivo, oppure -perché no?- di effettuare direttamente l’acquisto.

Per arrivare a questo punto è importante che il nostro sito sia in grado di offrirgli qualcosa di allettante in modo evidente: è quindi possibile inserire bannerCos'è grafici che attirino la sua attenzione, pulsanti di colori sgargianti, pop-up o linguette laterali.

Tornando sull’esempio di prima, se abbiamo un cliente che arriva sul nostro sito alla ricerca di una vacanza a €400 per Rodi, possiamo sfruttare l’occasione per mostrargli anche un banner con un’offerta speciale limitata per andare a Capo Verde a soli €700. Così facendo non solo la visita si prolunga, ma l’utente naviga sul nostro sito, trova più informazioni e magari effettua un acquisto più sostanzioso. Anche i pulsanti di invio (per un form, per una richiesta, per l’iscrizione alla newsletter) devono essere evidenti, generalmente si consiglia di utilizzare un colore diverso rispetto a quelli usati nel sito così da creare la call-to-action, ovvero richiamare l’utente all’azione.

Un metodo per attirare gli utenti con maggior propensione all’azione in un luogo dove stimolarli è creare una landing, ossia un sito mono-pagina che può o meno contenere un menù costituito da ancore Cos'è e che sempre più spesso si basa su una struttura a scroll adatta a dispositivi touch. Una landing è generalmente molto più economica di un sito tradizionale e permette di concentrare poche informazioni chiare su un’unica pagina, in cui spesso viene inserito un form di contatto. Utilizzare parole chiave strategiche nella landing è fondamentale: bisogna infatti attirare l’utente giusto, fornirgli informazioni corrette ed esaustive e fare in modo che agisca.

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2 Commenti su Cos’è la call to action? Come stimolare l’utente all’azione

  1. Molto interessante, grazie!

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