News in evidenza

Curare la dipendenza da internet

riabilitazione-dipendenza-internet

Siamo abituati a pensare che la riabilitazione sia dedicata a quelle persone che non sanno dire di no alle droghe o all’alcol, tuttalpiù possiamo catalogare come vizi nocivi che creano dipendenza il fumo o il consumo di caffè. Eppure, negli ultimi anni, con l’evolvere degli strumenti tecnologici mutano anche le patologie e vengono a crearsi nuove forme di ossessione che possono sfociare in sociopatia, ritmi completamente sballati e atteggiamenti aggressivi.

La dipendenza dalla rete, dai social e dal web derivano indubbiamente dall’uso sregolato e compulsivo di computer, tablet e smartphone, che non solo diventano gli unici strumenti di comunicazione possibili, ma che vanno ad integrare alla realtà quotidiana un mondo virtuale che, con il passare del tempo, può prendere il posto di quello reale. Piccoli gesti quotidiani come guardare negli occhi un proprio collega, abbracciare il proprio partner o leggere un libro ai propri figli diventano ricordi obsoleti e non c’è più nulla di quello scomodo mondo che inizia oltre i confini fisici del nostro schermo, che meriti la nostra attenzione.

I centri di disintossicazione da internet nascono quindi per rispondere ad una reale necessità che esiste oggi, è concreta e che -abbiamo motivo di credere- tenderà a peggiorare piuttosto che il contrario. Per ora, i centri che curano questo male moderno sono stati aperti soprattutto in Cina, in Corea e in Giappone, ma ce ne sono anche negli Stati Uniti. La psicologa americana Kimberly Young si è posta questo problema già nel 1995, anno in cui ha fondato il primo centro per la dipendenza da internet. Secondo la Young, i segnali della dipendenza dalla rete sono i seguenti:

  1. Senso di preoccupazione rispetto a Internet (tendenza a pensare a lungo alle attività svolte online e ad anticipare le prossime sessioni online)
  2. Bisogno di utilizzare Internet sempre di più per poterne trarre beneficio
  3. Incapacità di controllare, limitare o interrompere l’utilizzo di Internet
  4. Tendenza a sentirsi lunatici, agitati, depressi o irritabili nel tentativo di disconnettersi
  5. Tendenza a stare online più di quanto preventivato
  6. Rischio di interrompere relazioni significative, rapporti lavorativi, opportunità di lavoro o studio a causa di Internet
  7. Abitudine a mentire ai membri della famiglia, al proprio terapista o ad altri per negare la propria dipendenza da Internet
  8. Uso di Internet per scappare dai problemi o trovare sollievo dallo stress

Se vi siete riconosciuti in uno o più di questi sintomi state dunque eccedendo con l’uso della rete e, probabilmente, è giunto il momento di intervenire prima che la situazione vi sfugga di mano. Ma cosa accade nei centri di riabilitazione? Estremo è il caso del Daxing Center aperto a Pechino, in Cina e che, visitato da un giornalista del New York Times, ha rivelato l’uso tecniche a dir poco drastiche: in Cina questo tipo di dipendenza è infatti considerato un disordine clinico.

I pazienti sono generalmente ragazzi giovani, cui è capitato di passare anche 3 giorni di fila a giocare ai videogiochi in un internet caffè e i cui genitori sono prontamente intervenuti. I ragazzi in riabilitazione sono costantemente controllati e sottoposti ad un regime militare fatto di esercizi, terapia e cure mediche che li aiutano a riconnettersi con la realtà. La cura può durare fino a 3-4 mesi: alcuni di questi ragazzi erano soliti indossare pannoloni per non essere costretti ad alzarsi per andare in bagno e, quindi, a interrompere il gioco.

La maggior parte di questi ragazzi sono caduti in questo tunnel senza fine per trovare una risposta al proprio senso di solitudine: per questo motivo, i genitori sono sempre incoraggiati a partecipare alle sedute per imparare a gestire la guarigione. Una realtà dura e che ha dell’incredibile: voi cosa ne pensate, potrebbe accedere anche vostro vicino di casa?

[Fonti: www.theverge.com , espresso.repubblica.it , www.netaddictionrecovery.com]

 

1 Commento su Curare la dipendenza da internet

  1. Sì, al mio vicino di casa è successo davvero ma fortunatamente ha trovato un lavoro ed il suo tempo a disposizione per videogiocare adesso è molto più limitato!

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


16 + 10 =