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Mantenere l’anonimato online e l’analisi dei dati di Facebook

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Ultimamente l’attenzione verso la tutela della privacy sul web sta aumentando in moltissimi contesti e settori, ma come viene percepita dagli utenti l’importanza di essere anonimi online? Se è vero che proteggere le proprie informazioni conta, è altrettanto vero che il fatto di restare anonimi e di rendere impossibile ricollegare determinate informazioni alla nostra persona interessa davvero poco.

Lo dicono diversi studi americani condotti sui cosiddetti “millennials”, ossia la generazione nata nel nuovo millennio: quella che su internet praticamente ci va da quando è nata e che lo riconosce come seconda casa. Essere anonimi non importa, eppure la quantità di dati raccolti senza essere ricollegati ad utenti cresce ogni giorno e il business che si cela dietro a queste informazioni sta attirando sempre più attenzioni.

Il web è una sorta di miniera d’oro di dati anonimi: in molti stanno lavorando all’oscurazione degli indirizzi IP per rendere le informazioni su web ignote e non riconducibili a un interessato. Si tratta del processo di Big Data Anonymization e ha l’obiettivo di proteggere la privacy degli utenti senza rinunciare a preziose informazioni utili per statistiche, studi, ricerche di mercato e molto altro ancora. Il dato privo di “nome e cognome” è legalmente utilizzabile grazie a processi come la crittografia, la generalizzazione e l’hashing.

Like-FB-GLConsulting2bisE il mercato prende piede velocemente: è il caso di Alexa, azienda statunitense acquistata da Amazon che offre statistiche sul traffico Internet, oppure di SimilarWeb, che si occupa di analisi dei Big Data analizzando i dati anonimi di circa 100 milioni di dispositivi. Ma anche Facebook non resta indietro: si tratta infatti di una delle fonti di dati più ricche al mondo e da quando sono stati introdotti i Topic Data, la situazione migliora ulteriormente.

Parliamo di dati anonimi in forma aggregata che riguardano attività specifiche come eventi, marche, prodotti e, in generale, argomenti di cui le persone parlano. Stati, post, like: l’analisi coinvolge centinaia di dati che consentono di misurare target, grado di interesse verso un prodotto o di soddisfazione verso un servizio, la fedeltà dei consumatori dopo un acquisto e molto altro ancora. Per effettuare questo tipo di analisi i dati vengono scollegati dalle identità dei loro “creatori” e studiati sempre all’interno della piattaforma, con una soglia minima di 100 utenti per osservare il singolo fenomeno. Non solo: i dati raccolti sono cancellati dopo 30 giorni e non appartengono mai a utenti minorenni.

Stupefacente? Assolutamente!

[Fonte: Sole24ore]

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