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Diritto d’autore, copyright, copyleft e open source

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In un’epoca in cui l’open source e la condivisione gratuita di contenuti, prodotti e servizi è sempre più diffusa ed apprezzata ci si trova spesso a camminare sul confine tra libertà di utilizzo e violazione del diritto d’autore senza capire come muoversi e da quale lato del limite finiremo col trovarci. Ad esempio, molti pensano che, per il semplice fatto che un’immagine si trova su Google Immagini, allora la potremo prendere e utilizzare a nostro piacere, ma non è proprio così.

Like-FB-GLConsulting1Il diritto d’autore, o copyright, protegge infatti i diritti di chi rivendica la paternità di una qualsiasi opera e nasce con lo scopo di evitare che lo sforzo, le abilità ed il tempo di chi l’ha originariamente creata. Tale diritto può essere ceduto, oppure si può scegliere di non rivendicarlo se intendiamo offrire il nostro operato al resto del mondo.
In particolare l’arrivo di Internet ha creato grande confusione attorno al concetto stesso di copyright, perché ha permesso la riproduzione e diffusione delle opere a costo zero e in tempi brevissimi sostituendo in molti casi la figura dell’editore e rendendo sempre più difficile la protezione di tali opere. Inizialmente questa grande innovazione ha causato non pochi malintesi, furti, denunce e scandali, ma con il tempo si è imparato a gestire anche la protezione di opere diffuse online e di opere che, di fatto, non possiamo toccare con mano e che esistono solo attraverso i nostri computer.

Si sviluppa quindi anche la cultura dell’open source, ovvero un software i cui autori permettono l’utilizzo gratuito e l’apporto di modifiche da parte degli utenti. Su questa scia nasce negli anni ’80 la GNU General Public License (GPL) che definisce programmi “liberi” e “gratuiti” per tutti gli utenti e non solo: qualsiasi modifica sul programma originale deve essere distribuita con la medesima licenza e, quindi, gratuitamente. Tra i software open Source più noti abbiamo: Firefox, Linux, OpenOffice, Gimp e Android, ma vediamo come sempre di più oggi la tendenza a offrire servizi gratuiti all’utente sia marcata, infatti ascoltiamo qualsiasi canzone gratis, scarichiamo APP gratis, utilizziamo servizi di mail, social e molto altro ancora senza essere mai costretti a mettere mano al portafoglio.

Degno di nota è anche il sistema copyleft (che nasce in netta opposizione al copyright) che struttura un particolare sistema di licenze in base a cui l’autore indica l’uso che i fruitori dell’opera possono fare della stessa. Nel 2002 l’ente no-profit Creative Commons ha creato una serie di licenze ispirate al copyleft che si basano sul concetto di “alcuni diritti riservati” e che si basa su un semplice sistema di simboli che possono essere combinati tra loro. Ecco quelli base:

Simbolo Condizione Descrizione
condividere Condividere  Libertà di copiare, distribuire o trasmettere l’opera.
rielaborare Rielaborare Libertà di riadattare l’opera.
attribuzione Attribuzione
Attribution
Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell’opera e dei lavori derivati da questa a patto che vengano mantenute le indicazioni di chi è l’autore dell’opera.
non commerciale Non commerciale
NonCommercial
Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell’opera e dei lavori derivati da questa solo per scopi non commerciali.
non opere derivate Non opere derivate
No Derivative Works
Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano soltanto copie identiche dell’opera; non sono ammesse opere derivate.
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Permette che altri distribuiscano lavori derivati dall’opera solo con una licenza identica o compatibile con quella concessa con l’opera originale.

Ma cosa rischio? La violazione di Copyrights è la 5° pena più punita in Italia. Il dsgl. n 1133/64 del 12 gennaio 1994, con conseguite modifiche nel dgsl. n. 1132/6245, definisce che: chiunque masterizzi su supporti rimovibili (hard disk, dvd o compact disk) rischia da 1 a 3 giorni di carcere per ogni 15 minuti di registrazione. È possibile pagare per direttissima €150,00 per ogni 15 minuti di registrazione fino ad un massimo di 300000 minuti (ed un totale di €115000,00).

[Fonti: Wikipedia.it]

2 Commenti su Diritto d’autore, copyright, copyleft e open source

  1. Interessante, grazie per l’approfondimento!

  2. ..e pensare che tante volte non bado a queste cose. Ma come ? Il carcere ?

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