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Donazione di organi: puoi segnalare la tua scelta sulla carta d’identità

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Il Garante Privacy ha dato il proprio benestare con il provvedimento n° 4070710 allo schema delle Linee Guida che definiscono la possibilità di inserire sulla propria carta di identità la volontà o meno di donare organi in caso di decesso. Ogni cittadino italiano potrà quindi, volendo, decidere di inserire nel documento di identità le proprie disposizioni in caso di decesso esplicitando se intende o meno donare gli organi. La procedura può essere svolta al momento della richiesta o del rinnovo del documento di identità.

Like-FB-GLConsulting2bisNelle Linee Guida del Ministero della Salute e del Ministero dell’Interno vengono fornite le disposizioni per attuare la normativa, le quali sono state vagliate e perfezionate dall’Autorità Privacy proprio per garantire la tutela dei dati nell’intero processo. Le Linee Guida riguardano infatti dati particolarmente delicati, che hanno a che fare con scelte personali e intime di ogni individuo. Proprio per questo motivo il Garante si è soffermato sulle figure coinvolte nella procedura per assicurarsi che possano operare nel rispetto delle garanzie di tutela del cittadino.

Le disposizioni fornite da chi vuole aggiungere questa informazione sulla propria carta d’identità devono essere correttamente registrate dall’ufficiale dell’anagrafe insieme agli altri dati raccolti al momento di richiesta o di rinnovo della carta d’identità. La richiesta viene poi inviata al Sistema informativo trapianti (Sit) che la inserisce in una banca dati, consultata 24 ore su 24 dai centri per trapianti.

I cittadini non solo possono scegliere se inserire o meno questa informazione, ma possono anche decidere di modificare la propria volontà in qualsiasi momento, presso aziende ospedaliere, ambulatori dei medici di base, Asl, Centri per trapianti e in alcuni casi presso i Comuni. Di questa libertà di scelta il cittadino deve essere correttamente informato: questo quanto precisato dal Garante, che ricorda anche i diritti riconosciuti dal Codice Privacy, sottolineando l’importanza di garantire misure tecniche di trasmissione dei dati più sicure e con una limitata quantità di informazioni.

In molte regioni italiane è possibile fare questa richiesta già da tempo, ecco la comunicazione ufficiale della Regione Lombardia.

[Fonte: Garanteprivacy.it]

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