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Donne lavoratrici e cancro al seno: gli studi, i dati e le professioni a rischio

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L’Associazione statunitense Breast Cancer Fund ha pubblicato ad agosto un rapporto incentrato sull’influenza delle condizioni di lavoro sull’insorgere del tumore al seno, che CIGL ha divulgato nella newsletter numero 38°/2015. Si tratta ovviamente di una tematica molto sensibile e di enorme interesse, che può fornire spunti indispensabili per aiutare le donne di tutto il mondo a prevenire questo terribile male.

Ovviamente, alla base della correlazione tra attività professionale e malattia ci sono moltissimi agenti chimici come il benzene ed altri solventi, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), i pesticidi ed altri numerosi perturbatori endocrini. Ma dallo studio emerge che anche le radiazioni ionizzanti o il lavoro di notte possono incidere sulla comparsa di un cancro al seno. In effetti, i casi sono molti: parliamo di oltre 300 mila nuovi casi ogni anno solo in Europa, in cui il tasso di mortalità è del 25%.

Gli studi e la letteratura evidenziano che gli impieghi più a rischio sono:

  • Infermiere, per cui il rischio è aumentato del 50% rispetto alla popolazione generale
  • Il settore dell’acconciatura e della cosmesi
  • Le lavanderie
  • L’industria alimentare
  • L’industria cartaria e delle arti grafiche così come nella produzione di prodotti in gomma e in plastica;
  • Insegnanti, bibliotecari e avvocati,
  • Tecnici radiologi e di laboratorio.

A quali sostanze bisogna prestare particolare attenzione?

I solventi – benzene e solventi di altre tipologie sono tra le sostanze più studiate in questo campo, proprio perché diverse ricerche dimostrano un’alta correlazione tra la comparsa della malattia e una prolungata esposizione ai solventi. La bibliografia riporta anche altri fattori che possono aumentare il rischio di esposizione, come l’etnia o l’età e ne emerge che le donne di colore sembrano essere più a rischio delle loro coetanee bianche, mentre le donne esposte ai solventi prima della nascita del loro primo figlio sono più esposte rispetto a coloro che hanno già avuto bambini.

I pesticidi – Soprattutto negli Stati Uniti l’utilizzo dei pesticidi è estremamente elevato ed è importante sottolineare che non sono solo le donne che entrano in diretto contatto con queste sostanze ad essere più soggette alla comparsa di tumori al seno, ma anche coloro che consumano prodotti esposti ai pesticidi o le mogli di agricoltori che ne fanno utilizzo.
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Altri prodotti chimici Le radiazioni ionizzanti, la fluoroscopia e altre procedure mediche espongono il personale sanitario a sostanze pericolose che aumentano il rischio di ammalarsi. Allo stesso tempo, però, l’utilizzo di questi prodotti è stato drasticamente ridotto negli ultimi anni riducendo anche il tasso di cancro al seno.

Ovviamente a creare il problema è nella maggioranza il contatto con sostanze chimiche, ma anche il fumo di tabacco e il lavoro notturno a turni possono aumentare la probabilità di ammalarsi. È quindi consigliabile evitare di sottoporre il proprio corpo a condizioni a rischio per periodi prolungati. Allo stesso tempo, è importante che le aziende si informino circa questa problematica così diffusa, fornendo alle proprie dipendenti le informazioni utili a prevenire, monitorare e ad affrontare la malattia.

[Fonti: Puntosicuro.it, Fiom-Cigil.it, Ilsole24ore.com]

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