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DPI dell’udito e otoprotettori, quali scegliere e perchè

DPI-ortoprotettori

Ritorniamo sul tema dei Dispositivi di Protezione Individuale, ovvero quegli accessori, capi e strumenti che i dipendenti devono indossare svolgendo determinate attività per tutelare la propria salute e sicurezza. Di particolare importanza (nonostante siano spesso sottovalutati) sono i dispositivi di protezione dell’udito, che consentono di lavorare con attrezzi particolarmente rumorosi senza che il proprio udito venga danneggiato o compromesso.

Ad esempio, è necessario ricorrere ai Dispositivi di Protezione Individuale per l’udito quando si lavora in prossimità di presse per metalli, nelle lavorazioni del legno e lavorazioni tessili, quando si utilizzano utensili pneumatici, oppure per il personale che lavora a terra negli aeroporti e che è esposto al forte rumore degli aerei che decollano e atterrano.

Like-FB-GLConsulting2bisQuando parliamo di otoprotettori ci riferiamo a una serie di dispositivi diversi tra loro per grado di protezione, praticità, per materiale, costo, ecc. I più comuni DPI per l’udito sono: tappi per le orecchie, caschi, cuscinetti adattabili ai caschi, cuffie e DPI con apparecchiature di intercomunicazioni. In generale, le due macro-categorie in cui questi vengono suddivisi sono: inserti auricolari e cuffie. Gli inserti sono generalmente preferiti in quanto facili da portare, poco ingombranti ed economici, mentre le cuffie garantiscono una maggiore protezione e una più lunga durata. Insomma, sono diversi i fattori da considerare nella scelta dei DPI otoprotettori, ma non tutti i dispositivi vanno bene in qualsiasi situazione.

Innanzitutto bisogna osservare il livello di esposizione al rumore e calcolare: ogni quanto il lavoratore viene esposto al rumore rispetto alla settimana lavorativa; quante volte e quanto a lungo viene esposto al rumore in una singola giornata di lavoro di 8 ore, qual è la pressione acustica di picco, ovvero il valore massimo della pressione acustica. In seguito bisogna tenere in considerazione l’ambiente di lavoro cui i dipendenti sono esposti, ad esempio nei luoghi polverosi sono preferibili gli inserti o le cuffie con copertura del cuscinetto e laddove c’è un alto livello di umidità conviene optare per gli inserti.

Infine bisogna considerare le malattie pregresse del singolo lavoratore ed il fattore umano, ovvero le difficoltà nell’utilizzo dei diversi dispositivi. Per orientarsi in questo labirinto di regole si può fare riferimento alla UNI EN 458, il documento guida per i protettori auricolari. In alternativa, è sempre utile rivolgersi a un consulente che sappia individuare la soluzione ottimale per il singolo caso e che effettui una valutazione dei rischi per comprendere il grado di esposizione al rumore cui sono sottoposti i lavoratori.

[Fonti: Puntosicuro.it]

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