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DPI e procedure sicure: prodotti fitosanitari, casco e elmetto

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Capita troppo spesso di sentire di incidenti in cui il lavoratore, non indossando Dispositivi di Protezione Individuale oppure non rispettando le misure di sicurezza, subisce danni gravi, se non perde addirittura la vita. In alcune situazioni un paio di guanti, un casco o degli scarponi non possono fare la differenza, ma in altre decisamente sì e la scomodità di indossarli non può essere paragonabile a una frattura o alla perdita di un arto.

Ecco perché gli studi, le analisi e gli approfondimenti in materia di sicurezza non si interrompono mai: perché ogni settore, ogni mansione richiede misure e accorgimenti volti a tutelare i professionisti che vi operano. È il caso della recente pubblicazione in cui la Regione Piemonte introduce all’uso corretto dei prodotti fitosanitari in agricoltura, oppure del progetto Infor.MO di INAIL, che offre un’analisi di casi di infortunio mortali o gravi per individuarne cause e dinamiche e offrire quelle soluzioni che avrebbero potuto evitare il verificarsi dell’incidente.

Utilizzo di prodotti fitosanitari in sicurezza

La guida realizzata dalla Regione Piemonte nasce dalla consapevolezza che l’utilizzo di prodotti fitosanitari (come diserbanti, insetticidi, ecc.) implichi una serie di rischi considerevoli per la salute degli operatori agricoli, la cui prevenzione richiede particolari accorgimenti e procedure. Non in ultimo, è indispensabile conoscere le corrette procedure per la preparazione delle miscele, infatti i prodotti fitosanitari possono essere raramente utilizzati così come si presentano all’acquisto, e devono invece essere diluiti in acqua.

La preparazione di soluzioni

Tra le regole generali fornite dalla Regione Piemonte per la corretta preparazione delle soluzioni troviamo:

  • Attenersi sempre e soltanto ai quantitativi consigliati di prodotto e di diluente (acqua). Le dosi prescritte in etichetta derivano da sperimentazioni verificate dagli esperti della apposita Commissione ministeriale;
  • Prima di miscelare prodotti fitosanitari diversi verificare se gli stessi sono compatibili consultando l’etichetta;
  • Eseguire le operazioni con un’attrezzatura e dispositivi di protezione idonei evitando accuratamente che il prodotto giunga a contatto con la pelle, venga inalato o addirittura ingerito. Nessun prodotto fitosanitario, qualsiasi sia la sua formulazione, deve essere maneggiato a mani nude;
  • Dopo la preparazione lavare accuratamente i contenitori, i misurini e tutta l’attrezzatura utilizzata, versando l’acqua di lavaggio nella botte dell’irroratrice;
  • Al termine delle operazioni di preparazione delle soluzioni chiudere accuratamente le confezioni e riporle immediatamente nel magazzino.

Anche la conservazione e lo smaltimento di queste sostanze, infatti, fa parte delle procedure di sicurezza, che non sono volte a tutelare unicamente il lavoratore che maneggia tali preparati, ma anche l’ambiente e le altre persone che possono subirne gli effetti.

DPI nell’utilizzo di fitofarmaci

I DPI ricoprono un ruolo importante: grembiuli, guanti e stivali, tute impermeabili, maschere, filtri, occhiali e caschi elettroventilati possono sembrare eccessivi, ma fanno un’enorme differenza. Il contatto con agenti chimici potrebbe infatti arrecare danni gravi e/o permanenti che possono essere tranquillamente evitati tramite la prevenzione.

Casco ed elmetto per proteggere la testa

Come dimostrano diversi casi presentati nella piattaforma Infor.MO di INAIL, spesso e volentieri le lesioni più gravi o mortali sono legate al mancato utilizzo di dispositivi di protezione della testa. La caduta da un impalcatura, da un balcone o da una scala oppure ritrovarsi al di sotto di un cantiere da cui possono cadere detriti sono situazioni in cui indossare un casco può salvare la vita.

Qualsiasi sia il motivo per cui l’evento scatenante accade (spesso legato ad altre misure preventive mancanti) indubbiamente la mancanza del casco risulta un’aggravante, che può rendere le conseguenze dell’incidente catastrofiche. Inoltre non esiste un unico tipo di DPI per proteggere la testa: ve ne sono infatti di diverse tipologie, a seconda delle necessità.

Il documento “Impresa Sicura: DPI” elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail ne riporta alcuni:Like-FB-GLConsulting2bis

  • L’elmetto di protezione per l’industria – ossia ‘copricapo il cui scopo primario è quello di proteggere la parte superiore della testa dell’utilizzatore contro lesioni che possono essere provocate da oggetti in caduta’;
  • Il copricapo antiurto per l’industria – destinato a ‘proteggere la testa dell’utilizzatore dalle lesioni causate da un urto della testa contro oggetti duri e immobili’;
  • L’elmo per vigili del fuoco – destinato a ‘garantire la protezione della testa dell’utilizzatore dai pericoli che potrebbero insorgere durante le operazioni condotte dai vigili del fuoco’;
  • Dispositivi di protezione del capo “utilizzati per le discipline sportive e per le attività di tempo libero definiti da altre norme specifiche” (ad esempio caschi per sport aerei, per sci alpino, per ciclisti, ….).

[Fonti: PuntoSicuro.it]

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