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È arrivato il tasto “Mi Dispiace” su Facebook

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Il “Mi Piace” è un tasto che ormai conosciamo tutti benissimo e al quale siamo più che abituati. Un po’ una pacca sulla spalla, un incoraggiamento, un segno di consenso. Li usiamo per le foto degli amici con la corona di alloro in testa, per gli splendidi risultati culinari di quella cugina che non sapere cucinare, per micetti che miagolano, ultimi acquisti, nuove relazioni… insomma per tutti quegli eventi lieti di cui ci fa piacere leggere.

Certo: un messaggio rapido. Molto spesso lo usiamo per coloro cui non faremmo mai una telefonata, insomma… gli amici da social più che da vita di tutti i giorni. Eppure è comunque un modo carino per comunicare consenso, approvazione o per gioire insieme di qualcosa di bello: ed ecco perché in molti lo criticano, ma quasi nessuno lo abbandona.

Viene sempre più reclamato, invece, il tasto “Non mi piace”, che avrebbe proprio il senso opposto. Ma la verità è che se talvolta vorremmo segnalare disappunto, fastidio o disapprovazione verso i post dei nostri amici di cui non condividiamo i contenuti, molto più spesso vorremmo (o dovremmo) comunicare empatia. Si tratta di dare un altro tipo di ‘pacca sulla spalla’ virtuale: non più quella di entusiasmo, ma quella di compassione o affetto che si vorrebbe trasmettere dopo un evento triste.

Semplici eventi sfortunati come una multa, una figuraccia, un brutto voto, oppure più gravi come un incidente o un licenziamento, fino ad arrivare ai più cupi: il decesso di una persona cara. Sembra superficiale, ma qualcuno si è posto il problema: su un bellissimo post dedicato a un familiare o ad un amico scomparso, cosa possiamo mettere? Il “Mi Piace” può apparire quasi fuoriluogo. Ecco da dove nasce il “Mi dispiace”.

Like-FB-GLConsulting2bisEmpatia piuttosto che sdegno? In effetti non suona male. Così ce lo presenta il suo papà, Mark Zuckerberg: «Non volevamo creare semplicemente un tasto ‘Non mi piace’ perché non vogliamo che Facebook diventi un forum dove le persone votano positivamente o negativamente i post. […] Quello che le persone vogliono è la possibilità di esprimere complicità e compassione. Non tutti i momenti sono buoni, no? E se stai condividendo qualcosa di triste – che si tratti di eventi attualità come la crisi dei migranti o di qualcosa che riguarda un lutto in famiglia – le persone potrebbero non sentirsi a loro agio nel mettere un ‘Mi piace’. Ma i tuoi amici e i tuoi familiari vogliono comunque essere in grado di dirti che ti capiscono e che ti sono vicini»

Voi cosa ne pensate? Vi piace?

[Fonti: Ilpost.it, tg24.it]

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