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E-commerce italiani obbligati a chiudere per 12 giorni l’anno

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Approvato alla Camera il disegno di legge del Movimento 5 Stelle che impone un po’ di ferie… ai server! Avete capito bene, il provvedimento prevede che i siti e-commerce e i distributori automatici debbano chiudere per 12 giorni all’anno e vuole arginare la norma arrivata con il Governo Monti che liberalizza gli orari dei pubblici servizi. Pare infatti che questa liberalizzazione non abbia raggiunto gli obiettivi prefissati e che abbia costretto alcuni piccoli esercenti, impossibilitati a gestire anche le aperture domenicali, a chiudere definitivamente.

Il disegno di legge firmato Michele Dell’Orco andrebbe a sostituire un paio di articoli della precedente legge e obbligherebbe i negozi e i rivenditori a rispettare una serie di limitazioni e chiusure imposte. Esenti da quest’obbligo saranno le attività incluse nell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, ovvero:

  • Rivendite di generi di monopolio e edicole così come esercizi specializzati nella vendita di bevande, fiori, piante e articoli da giardinaggio, mobili, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d’arte, oggetti d’antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale;
  • Esercizi di vendita interni ai campeggi, ai villaggi e ai complessi turistici e alberghieri;
  • Esercizi di vendita al dettaglio situati nelle aree di servizio lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali;
  • Gelaterie, gastronomie, rosticcerie e pasticcerie;
  • Stazioni di servizio autostradali, qualora le attività di vendita previste dal presente comma siano svolte in maniera esclusiva e prevalente;

E ultimo ma non ultimo: i cinema! Quindi in sostanza potrete guardare un bel film, leggere il giornale o mangiare un gelato ascoltando un bel CD… ma non potrete andare su Amazon.it e fare shopping online! Ma perché? Perché gli e-commerce rientrano della categoria dei negozi con l’obbligo di chiusura! Al momento sembra trattarsi di un “buco normativo”, ossia di una semplice dimenticanza, ma dato che il disegno di legge si trova già al Senato sarebbe bene che qualcuno aggiungesse questa piccola-ENORME voce all’elenco degli esenti.

Il presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, Roberto Liscia si è espresso in merito alla questione ricordando che l’acquisto online nasce proprio con l’idea di essere disponibili 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 e sulla base di una transazione che avviene in modo virtuale e non fisico: applicare tali regole risulterebbe quindi un controsenso sotto diversi punti di vista. Non dimentichiamo poi che, con il numero sempre crescente di e-commerce stranieri che traducono i propri siti e che spediscono gratuitamente avremmo una penalizzazione notevole degli e-commerce italiani.

Like-FB-GLConsulting2bisSembra assurdo? Non finisce qui: perché oltre alle 12 giornate di chiusura all’anno è prevista anche una chiusura settimanale di mezza giornata, quindi parliamo di un intervento che cambierebbe radicalmente (e, vien da dire, anche ridicolmente) il mondo della vendita online.

A favore del provvedimento è invece Confcommercio, che ritiene queste disposizioni ragionevoli e “assolutamente compatibili con i principi e le prassi prevalenti in Europa in materia di libertà di concorrenza“. D’altra parte delle 12 giornate di chiusura obbligatoria, 6 sono imposte e cadono nelle feste nazionali, mentre 6 possono essere sostituite con giorni a scelta: ma che immensa fortuna!

Al momento non sappiamo ancora cosa accadrà, ma una cosa è certa: se questo disegno di legge dovesse passare non solo ne risentiranno molti italiani (consumatori e aziende con e-commerce), ma agli occhi del resto del mondo non saremo altro che dinosauri. Di seguito riportiamo l’elenco delle festività tra cui scegliere almeno 6 dei 12 giorni di chiusura:

  1. 1º gennaio, primo giorno dell’anno;
  2. 6 gennaio, festa dell’Epifania;
  3. 25 aprile, anniversario della Liberazione;
  4. Domenica di Pasqua;
  5. Lunedì dopo Pasqua;
  6. 1º maggio, festa del lavoro;
  7. 2 giugno, festa della Repubblica;
  8. 15 agosto, festa dell’Assunzione della beata Vergine Maria;
  9. 1º novembre, festa di Ognissanti;
  10. 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione;
  11. 25 dicembre, festa di Natale;
  12. 26 dicembre, festa di santo Stefano.

[Fonti: Corriere.it, Dday.it]

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