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È possibile tutelare le aziende? Sì, se il Modello Organizzativo è idoneo!

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Fondamentale è, per un azienda che decide di adottare un Modello Organizzativo, affidarsi a esperti del settore e di assicurarsi che venga steso e realizzato tenendo conto di ogni possibile eventualità e adattando lo stesso all’Ente in questione. Uno stesso modello, infatti, non può applicarsi in modo generico a più imprese e, se redatto senza i dovuti accorgimenti, può non essere in grado di svolgere il proprio compito in caso di necessità. Nel caso già citato di Impregilo Spa la società era stata assolta dall’accusa di: reati societari, false comunicazioni sociali e aggiotaggio commessi dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dall’Amministratore Delegato.

Il modello organizzativo dell’impresa era infatti stato ritenuto idoneo alla prevenzione dei reati in questione: le regole da rispettare e i limiti comportamentali dei vertici aziendali erano ben definiti nel modello e la violazione degli stessi era stata considerata responsabilità dei singoli individui. Tuttavia, il Procuratore Generale ha proposto ricorso concentrandosi sulla definizione di “elusione fraudolenta” del modello organizzativo. La condanna ai vertici è infatti basata sul presupposto che sia stata commessa “elusione fraudolenta” rispetto al modello organizzativo -ribadiamo, ritenuto idoneo- a danno degli “altri protagonisti” della procedura in questione. Secondo il procuratore generale, invece, la frode non ha visto coinvolti questi soggetti, ma bensì gli operatori di mercato destinatari delle informazioni false.

Le linee che definiscono il confine di demarcazione tra lecito e illecito sembrano quindi, talvolta, fin troppo sottili e difficili da interpretare. L’adozione da parte di un’azienda di un adeguato Modello Organizzativo ha lo scopo di limitare il più possibile il verificarsi di determinati reati: tali modelli devono quindi sempre rispettare le linee guida della 231 e rivelarsi efficaci, oltre che efficienti. Se un modello organizzativo non risulta essere idoneo o efficace nella definizione dei comportamenti illeciti, allora non sarà in grado di tutelare l’azienda in caso di frode da parte di un suo membro e non potrà quindi essere ritenuto adeguato al suo scopo. Inoltre, l’Organismo di Vigilanza deve verificare i contenuti del modello e, eventualmente, individuarne i passaggi non idonei: ecco perché, all’interno di un OdV è bene che siano presenti membri competenti e preparati in materia di 231.

 

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