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È vietato installare ed esporre videocamere finte a scopo deterrente

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Quante volte ci capita di entrare in un negozio, in un parcheggio, in un centro commerciale o in un palazzo e di trovare una videocamera di sorveglianza che ci punta addosso monitorando i nostri spostamenti? E in quante di queste occasioni la videocamera era un giocattolo astutamente posizionato con l’unico scopo di intimidire eventuali malintenzionati?

Capita spesso che il proprietario di un negozio, di uno stabile o di un ufficio decida di acquistare una telecamera finta e di posizionarla a scopo deterrente in modo da intimorire ladri o vandali. In effetti, può sembrare una soluzione economica e vantaggiosa: spendo poco per la videocamera giocattolo, non ho bisogno di un installatore, non devo chiedere permessi e autorizzazioni e spavento chi vuole danneggiarmi prima ancora che lo faccia.

Ma in realtà non è esattamente così che funziona, infatti installare una videocamera finta a scopo deterrente è vietato e ha una serie di controindicazioni che spesso non vengono considerate ma che possono ritorcersi contro il proprietario, nonostante le migliori intenzioni. Ma perché non è possibile utilizzare una telecamera giocattolo per intimorire i ladri?

Diciamo che la legge dedicata alla videosorveglianza si basa su quattro principi solidi e irremovibili, che giustificano l’utilizzo di riprese del personale e dei clienti laddove questo sia necessario e nel rispetto di particolari condizioni. Parliamo pur sempre di una situazione al limite tra tutela della sicurezza e violazione della privacy, i cui confini sono davvero molto sottili e per cui è necessario trovare un equilibrio che consenta di proteggere cose e persone senza ledere la libertà di nessuno.

I principi previsti dal provvedimento del 29 aprile 2004 sono:

  • Liceità, ossia il principio in base a cui possono essere utilizzate le immagini raccolte laddove necessarie per rispondere a un obbligo di legge oppure per tutelare un interesse legittimo;
  • Necessità, in base a cui deve esserci un motivo sufficiente ed evidente che giustifichi l’utilizzo di videocamere di sorveglianza;
  • Proporzionalità, che garantisce che l’installazione delle telecamere avvenga laddove ritenuta una misura proporzionata agli scopi prefissi;
  • Finalità, per cui gli scopi perseguiti mediante l’installazione di videocamere devono essere determinati, espliciti e legittimi.

Insomma: le telecamere possono essere installate laddove sia necessario per aumentare la sicurezza di un negozio, ufficio, stabile, cortile, ecc. e nel caso in cui dipendenti, clienti e passanti siano informati della loro presenza mediante informativa e apposita segnaletica.

Like-FB-GLConsulting2bisL’installazione di videocamere fasulle, invece, non risponde ai principi sopra citati perché se è finta allora significa che non sono presenti le condizioni per cui la videosorveglianza sia necessaria per ragioni di sicurezza e, di conseguenza, è superfluo e inutile installarla.

Inoltre, accanto alle videocamere di sorveglianza finte, mancherebbe comunque la segnaletica obbligatoria per legge e apporla significherebbe dichiarare il falso. Qualora nell’ipotetico raggio di azione della telecamera avvenisse un crimine non sarebbero presenti riprese dell’evento, creando diversi problemi di responsabilità concorrente.

[Fonti: Federprivacy.it, Garanteprivacy.it]

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