News in evidenza

Geolocalizzazione: dipendenti o privati non conta, le regole sono le stesse

geolocalizzazione-dipendenti-privati

Così come un datore di lavoro non può deliberatamente pedinare o sorvegliare i propri dipendenti durante tutto l’arco della giornata lavorativa, allo stesso modo un compagno geloso non può seguire la propria ex convivente per sapere chi frequenta o dove va e le conseguenze per questo comportamento da “stalker” non sono da poco.

È infatti stato denunciato ai Carabinieri della Stazione di Cuneo un artigiano di 45 anni che da qualche mese perseguitava la ex impendendole di condurre una normale vita privata. Non contento, l’uomo aveva acquistato online un dispositivo per la geo-localizzazione satellitare che, installato di nascosto sull’auto della ex, gli comunicava ogni spostamento della donna.

Like-FB-GLConsulting2bisA scoprire l’apparecchio sono stati i meccanici, e la donna ha richiesto l’intervento dei Carabinieri. L’uomo è quindi stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per: atti persecutori, violazione di domicilio e violenza privata. Le conseguenze della geo-localizzazione sono state un provvedimento di divieto di avvicinamento alla ex, verrà monitorato tramite un braccialetto elettronico che l’uomo dovrà portare.

In un’epoca in cui viviamo con il GPS in tasca sembra quasi immediato pensare di poter seguire chi vogliamo in ogni momento per sapere dove si trova, cosa fa, con chi è. Tuttavia il rispetto e la tutela della privacy sono questioni delicate e fondamentali che non possono essere sorpassate solo perché le tecnologie ce lo consentono. Parliamo di madri che sorvegliano i figli, di partner che seguono i compagni, ma anche di datori di lavoro che controllano i dipendenti.

La geo-localizzazione di veicoli nell’ambito del rapporto di lavoro è infatti generalmente motivata dalla necessità di soddisfare esigenze organizzative e produttive e di garantire la sicurezza sul lavoro, ma anche qui la linea di demarcazione tra ciò che è opportuno e ciò che lede la privacy è molto sottile. La tutela dei dati personali NON viene chiamata in causa laddove il collegamento tra le informazioni relative ai veicoli e i lavoratori non sia in alcun modo possibile.

La raccolta ed il trattamento dei dati personali ottenuti tramite geo-localizzazione devono avvenire in modo lecito nel rispetto dell’art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, ovvero in sintesi:

  • Rispettando i principi di pertinenza e non eccedenza – rilevando solo i dati necessari e solo quando ciò sia funzionale per il raggiungimento delle finalità perseguite
  • Fornendo ai lavoratori tutti gli elementi informativi prescritti, ovvero NON è possibile monitorare i dipendenti di nascosto
  • Assicurandosi che i dati raccolti siano trattati solo ed esclusivamente dagli incaricati, che vi accedano con l’unico scopo di assolvere ai propri compiti
  • Notificando il trattamento dei dati di localizzazione al Garante

Vuoi installare dei sistemi di geolocalizzazione nel rispetto della normativa? Contattaci allo 031 6872783!

[Fonti: Federprivacy.it, Garanteprivacy.it]

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


uno × 4 =