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Gestione della malattia e tutela per i lavoratori domestici

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Per lavoratori domestici intendiamo coloro che svolgono mansioni “per la necessità della vita familiare del datore di lavoro”, ovvero colf, baby sitter, assistenti familiari, camerieri, cuochi, domestici e governanti. Inoltre fanno parte della categoria anche coloro che lavorano presso conventi, seminari, caserme militari o comunità senza scopo di lucro con fine di assistenza degli ospiti. Parliamo quindi di una tipologia particolare di dipendenti, che lavorano a stretto contatto con la famiglia dei propri datori di lavoro e che spesso risultano fondamentali per l’ottimale svolgimento della vita domestica.

Cosa deve fare quindi un dipendente domestico in caso di malattia? L’articolo 26 del Contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto domestico, con scadenza al 31 dicembre 2016, prevede che in caso di malattia dovrà avvertire immediatamente il proprio datore di lavoro salvo particolari cause di forza maggiore. La comunicazione deve essere fatta entro l’inizio della giornata lavorativa e in seguito il lavoratore dovrà fornire il certificato medico (rilasciato non oltre il giorno successivo dall’inizio della malattia) al proprio datore entro 2 giorni dal rilascio.

Nel caso in cui il lavoratore domestico conviva con la famiglia del datore di lavoro e quindi sul luogo di lavoro non è obbligatorio fornire certificato medico a meno che non venga richiesto espressamente dal datore di lavoro. Anche i dipendenti sono sempre protetti dalla “Tutela delle condizioni di lavoro” che stabilisce il diritto dei lavoratori a un ambiente di lavoro sicuro e salubre, con un impianto elettrico adeguato.

In generale comunque il datore di lavoro deve informare i propri dipendenti dei possibili rischi dell’ambiente -anche circa le attrezzature utilizzate- e in merito all’eventuale esposizione ad agenti chimici biologici e fisici. I tipi di rischi cui il dipendente è esposto possono variare a seconda delle mansioni che ricopre, ad esempio una cuoca ha a che fare con forni e coltelli affilati molto più di una colf. Allo stesso tempo, se le mansioni o le attrezzature dovessero cambiare nel tempo bisogna aggiornare i rischi cui lo staff è sottoposto.

[Fonte: Quitidianosicurezza.it]

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