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Google paga una multa da un milione di euro per Street View

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Dal 18 settembre 2008 Google ha reso operativo in Italia il servizio di Street View, specificando che avrebbe immortalato le strade delle città italiane in cui sarebbe stato attivo e che avrebbe permesso di visualizzare immagini scattate facendo zoom sui dettagli e spostandosi lungo i vari tragitti comodamente da casa tramite pc. Tutti l’abbiamo trovato innovativo e stupefacente e molti di noi l’hanno usato anche solo per puro divertimento.

Il problema è sorto quando gli utenti hanno iniziato ad accorgersi che, insieme ad alberi, prati, cartelli, negozi e bar, comparivano online anche i loro volti e le targhe dei loro veicoli. Da allora, il Garante Privacy ha iniziato a ricevere numerose segnalazioni che l’hanno portato ad intervenire per porre fine a queste puntuali violazioni della privacy: il 15 ottobre 2010 l’Autorità ha emanato un provvedimento che ha imposto a Google il trattamento dei dati nel rispetto dei principi del Codice.

In particolare, al colosso dei search engines è stato chiesto di:

  • Far sì che le proprie auto fossero sempre ben riconoscibili grazie all’uso di adesivi o cartelli ben visibili
  • Garantire ai cittadini la possibilità di sapere sempre dove operino le Google cars mediante pubblicazione di un annuncio su almeno 2 quotidiani locali e diffusione di un avviso radiofonico
  • Segnalare il nome delle aree immortalate a partire da 3 giorni prima dell’inizio delle riprese sul sito dedicato

Nonostante Google abbia adottato tempestivamente tutte le misure, il 13 dicembre 2013 il Garante Privacy ha ordinato all’azienda statunitense di pagare una sanzione amministrativa pari a un milione di euro. La multa ricevuta da Google è stata calcolata bilanciando l’entità della violazione con il valore economico della stessa impresa, che nel solo 2012 ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre 50 miliardi di dollari. La multa prevista in relazione alle violazioni di €250.000 non è quindi stata ritenuta sufficiente ed è stata proporzionata al bilancio fiscale dell’azienda (aumento previsto dall’art. 164 del Codice).

 

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