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Google Panda e Google Penguin: siamo allo zoo?

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Non sono teneri animaletti o mascotte colorate: il Google Panda e il Google Penguin sono aggiornamenti dell’algoritmo che determina il posizionamento dei risultati di Google. In parole povere, quando abbiamo un update Panda o Penguin rischiamo che i criteri di organizzazione dei risultati delle ricerche di Google cambino completamente e che il nostro sito, solitamente ben posizionato, perda decine di posizioni per determinate keywords.

Questo significa che il nostro sito realizzato a regola d’arte e posizionato con un lungo e complesso lavoro di SEO potrebbe passare da un momento all’altro dalla prima posizione alla quarta pagina? Tendenzialmente no, perché, sebbene si basino su criteri diversi, sia Panda che Penguin hanno l’obiettivo di penalizzare i siti di bassa qualità. Tuttavia è sempre possibile che nel nuovo algoritmo siano considerati come “negativi” degli elementi che non avevamo nemmeno lontanamente considerato e che il nostro sito risenta dell’aggiornamento. Inoltre, in passato, è capitato che venissero penalizzati, ad esempio, siti con contenuti originali rispetto ad altri con violazioni di copyright; ecco perché la comunità web è sempre attenta e pronta a comunicare a Google eventuali errori nel nuovo algoritmo.

Come difendersi da eventuali crolli di posizionamento?

Penguin e Panda agiscono su aspetti diversi: tendenzialmente, Penguin penalizza quei siti che includono un numero eccessivo di link o link di scarso valore e premiano invece i siti con un numero adeguato di link pertinenti e utili. Per evitare sorprese con Penguin è inoltre importante non cercare di “fregare il sistema” (per esempio inserendo nel sito testi sgrammaticati pieni di keywords strategiche poste senza criterio) perché viene anche tenuta in considerazione la densità e la distribuzione della keyword. È quindi consigliabile realizzare e aggiornare il proprio sito con logica e coerenza senza eccedere con la ridondanza.

Dall’altro lato, Panda premia sempre i contenuti di qualità e i siti coerenti che offrono un’esperienza esaustiva e utile all’utente. Ciò che Google intende fare con Panda, infatti, è penalizzare lo spam e i siti tappezzati di pubblicità: i contenuti devono essere attendibili, originali e suscitare l’interesse dell’utente fornendogli la miglior esperienza possibile sul nostro sito; gli argomenti devono essere affrontati in modo chiaro ed esaustivo e le informazioni devono essere valide.

Se poi vogliamo dormire sonni tranquilli è bene considerare di fare un piccolo investimento e affidarci ad un SEO specialist che sia in grado di intervenire rapidamente sul nostro sito e di individuare e correggere i punti nevralgici. Se invece siete pronti a rischiare non vi resta che attendere il prossimo aggiornamento: se andrà bene, il vostro sito rimarrà nelle posizioni attuali o salirà, se andrà male potrete sempre acquistare delle brevi campagne Ad Words e aiutare il vostro sito a tornare nelle posizioni più alte.

 

2 Commenti su Google Panda e Google Penguin: siamo allo zoo?

  1. Max Himo // 27/01/2014 a 19:24 // Rispondi

    Ogni motore di ricerca dovrebbe sempre premiare la Qualità dei siti che propone all’utente. Altrimenti è solo uno stupido elenco. Io mi aspetto che un Search Engine sia una specie di “guida rossa Michelin” di quanto viene pubblicato sul Web. Speriamo si vada sempre più verso questa direzione

  2. Wow, this article is good, my sister is analyzing such things, thus I am going to convey her.

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