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I dati che pubblicate sui social possono essere usati dal datore di lavoro

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Quanti di noi pubblicano su Facebook foto e post delle vacanze, di serate con gli amici, di eventi ma anche di momenti quotidiani, di sensazioni personali o stati d’animo? Il punto è che non sempre questi sono al 100% “presentabili”, soprattutto se a taggarci sono i nostri amici che vogliono farci uno scherzo o farsi una sana risata alle nostre spalle. Divertirsi va bene, soprattutto se si è ancora molto giovani, ma con attenzione!

Perché i dati reperiti sui social network possono essere usati dal datore di lavoro, questo quanto stabilito dal Garante Privacy e dai giudici del Tribunale di Milano con l’ordinanza del 1° agosto 2014. Se il dipendente pubblica su Facebook fotografie scattate durante l’orario di lavoro e frasi offensive nei confronti dell’azienda il datore di lavoro lo può addirittura licenziare. Inoltre non è necessario che sia il datore a spiegare ai dipendenti come utilizzare i social in azienda.

Like-FB-GLConsulting1In sostanza, utilizzare i social in modo improprio può andare a ledere il vincolo fiduciario con l’azienda ed essere quindi causa di licenziamento. Inoltre, tutto ciò che viene pubblicato su Twitter, Facebook, Pinterest e tutti i vari social viene considerato in sede di tribunale come pubblico e pertanto utilizzabile in giudizio. Sono salve invece le chat private i cui messaggi non possono essere giustamente considerati come pubblici. Questi aspetti vengono potenziati se il social è utilizzato in orario di lavoro e soprattutto se non viene effettuato il log out prima di andare a casa, se si hanno amici in comune con il capo, oppure se si utilizza internet per scopi personali in ufficio.

La violazione della privacy da parte del datore di lavoro sussiste solo se vengono diffusi i dati in modo indebito e quindi NON con lo scopo di tutelare un diritto. In tutti gli altri casi l’utente che pubblica foto, stati, informazioni sui social è responsabile di quello che diffonde e accetta il rischio che venga diffuso anche tra chi non è un diretto amico o collegamento.

[Fonte: Sole24ore.it]

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