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I dipendenti pubblici che segnalano i colleghi corrotti verranno tutelati

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha lo scopo di prevenire la corruzione nelle pubbliche amministrazioni e nelle società partecipate e controllate dalla PA. Per farlo mette in pratica attività di vigilanza in ogni ramo in cui si possano sviluppare fenomeni corruttivi orientando anche i comportamenti degli impiegati mediante interventi consultivi e di regolazione.

Ma come può contribuire un semplice dipendente a ridurre la corruzione e a collaborare con l’Autorità nell’ottica di un’amministrazione pubblica più trasparente? Idealmente, il lavoratore pubblico che si accorge della presenza di colleghi corrotti o di attività illecite, deve segnalare i possibili reati proprio all’Anac, contribuendo a garantire l’integrità dell’ente per cui lavora.

È però chiaro come non sempre sia facile scegliere di “tradire” il proprio compagno di scrivania, per non parlare del fatto che in molti casi la denuncia non viene fatta per paura delle possibili ripercussioni. È proprio per questo motivo che risulta necessario garantire misure di tutela effettive ed efficaci per il dipendente pubblico che decide di denunciare attività illecite.

L’Anac sta quindi sviluppando un sistema informatico per gestire le segnalazioni, che arriveranno in una casella mail accessibile solo al Presidente, il quale le smisterà assegnandole a gruppi di lavoro dedicati che dovranno “smaltire” la segnalazione entro 120 giorni stabilendo se sia il caso di intervenire o meno. Le linee guida in merito sono state pubblicate lo scorso 28 aprile nella Determinazione n°6 dal titolo “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)”.

Non parliamo in questo caso di segnalazione anonime, ma di quelle mosse da dipendenti pubblici individuabili e riconducibili: si tratta dunque di un vero e proprio canale dedicato che garantirà la tutela del whisleblower assicurando che la propria identità non sarà resa nota a terzi. Resta invece valido il DOVERE di riferire senza ritardo fatti di corruzione da parte di pubblici ufficiali e di incaricati di pubblico servizio, secondo quanto previsto dall’art. 331 del codice di procedura penale e dagli artt. 361 e 362 del codice penale.

Like-FB-GLConsulting2bisLe linee guida dettagliano anche l’oggetto delle segnalazioni meritevoli di tutela, che comprendono “non solo l’intera gamma dei delitti contro la pubblica amministrazione di cui al Titolo II, Capo I, del codice penale […], ma anche le situazioni in cui, nel corso dell’attività amministrativa, si riscontri l’abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati, nonché i fatti in cui – a prescindere dalla rilevanza penale – venga in evidenza un mal funzionamento dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuite, ivi compreso l’inquinamento dell’azione amministrativa ab externo.” Parliamo quindi anche di sprechi, nepotismo, assunzioni non trasparenti, false dichiarazioni, violazione delle norme ambientali e di sicurezza sul lavoro.

Sicuramente parliamo di un bel progetto che, speriamo, aiuterà gli italiani a rendere la propria casa un luogo migliore. Scrivici nei commenti la tua opinione: pensi sia giusto essere tutelati quando si denuncia un atto illecito in ufficio?

[Fonti: www.231pin.it, www.anticorruzione.it]

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