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I modelli 231 salvano le aziende dai reati commessi dai vertici

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Anche se a commettere reato è il responsabile della società l’impresa è salva, questo il contenuto della pronuncia della Corte d’Appello di Milano con la sentenza 1894 della seconda sezione penale. Le conseguenze sono diverse, alcuni casi di accuse in sospeso trovano soluzione e questa volta sono persone fisiche a pagarne le conseguenze.

È questo il caso di Impregilo s.p.a.: la società, messa sotto accusa per aggiotaggio imputato ai vertici aziendali, viene prosciolta e diventa un caso simbolico di tutela dell’impresa. L’ente infatti, non può essere sempre considerato responsabile, non quando è possibile identificare i reali fautori dell’illecito e quando viene fornita prova dell’elusione fraudolenta del modello adottato ex ante dall’ente.

Regola fondamentale è infatti adottare il modello ed informarne i dipendenti mediante appositi corsi formativi che informino il personale dei confini delle responsabilità in caso di reato. Una tutela, quindi, che possiamo definire bidirezionale e che costituisce una solida garanzia e una forma di protezione per persone giuridiche qualora, come spesso capita, pochi singoli agiscano esclusivamente nel proprio interesse e a danni di terzi.

 

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