News in evidenza

Il 17% dei siti della Sanità non tutela la privacy degli utenti

dati-sanitari-online

La tutela dei dati pubblicati su internet è un tema che interessa molti, forse davvero tutti e che negli ultimi mesi sta acquistando sempre maggiore visibilità proprio grazie alle segnalazioni dei cittadini e agli interventi delle autorità privacy che vogliono intervenire laddove dati personali vengono sbandierati invece che essere protetti. Ma non è così semplice…

Tra le informazioni più delicate troviamo indubbiamente quelle che riguardano la sanità e che riportano dati sullo stato di salute dei cittadini, sulle cure cui sono sottoposti o sulle agevolazioni cui hanno accesso. A questo proposito il quotidiano Secolo XIX ha recentemente pubblicato un articolo del Presidente dell’Ordine dei Medici di Savona Ugo Trucco, nel quale si vuole richiamare l’attenzione proprio sulle norme che gestiscono i dati dei pazienti.

Like-FB-GLConsulting1Sono infatti molti a quanto pare gli studi medici che si trovano in difficoltà in merito alla questione: le norme che definiscono procedure, limiti e obblighi sono di difficile interpretazione e attuazione e nonostante spesso i medici siano guidati dal proprio buonsenso, spesso si rischia di sbagliare. La complessità della normativa fa sì che le interpretazioni siano varie e differenti tra loro e che ben il 17% dei siti web dei settori sanitari italiani violi di fatto la privacy semplicemente raccogliendo le informazioni degli utenti senza pubblicare l’informativa sul trattamento dati.

Quello che si richiede è quindi un vademecum semplice e comprensibile che fornisca con chiarezza regole generali e definitive: i controlli infatti aumentano ma gli studi non sanno come comportarsi. Il fatto che ci siano referti scaricabili, consultazioni mediche e richieste di pareri online è infatti un passo avanti in termini tecnologici e pratici ma deve poter avvenire nel rispetto della privacy dei cittadini.

La soluzione più rapida? Chiedere l’aiuto di un consulente privacy che sia anche in grado di fornire un’analisi delle piattaforme web!

[Fonti: Federprivacy.it]

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


dodici + 14 =