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Il 68% degli utenti mente sui social e distorce realtà e ricordi

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Fotografie di viaggi meravigliosi, momenti di gioia ed euforia di gruppo, grandi sorrisi, esperienze straordinarie: ci sono momenti in cui, accedendo ai nostri social, sentiamo quasi la necessità di fingere una vita fantastica per evitare la frustrazione di giornate banali di fronte all’esagerato divertimento dei nostri amici. Esattamente: esagerato.

Lo studio del dottor Richard Sherry, psicologo clinico e fondatore della Society for Neuropsychoanalysis, dimostra che il 68% degli utenti dei social media “abbellisce” e rende più interessanti gli eventi della propria vita oppure addirittura li inventa completamente creando una sorta di perfetta vita parallela. Ma la cosa più grave è che alcuni utenti iniziano addirittura a credere a queste nuove versioni delle proprie esistenze, dimenticando ciò che realmente è accaduto e mescolando i propri ricordi con la fantasia.

Si tratta di una vera e propria sovrascrittura dei ricordi, dovuta alla frequente picjumbo.com_IMG_3642manipolazione della realtà sui social: un fenomeno inquietante, che però ha portato il 50% degli intervistati a lamentare paranoia, vergogna e tristezza. La frustrazione deriva proprio dal non essere all’altezza della “vita social”, dal riconoscere che le proprie giornate non saranno mai spassose, divertenti, uniche e meravigliose come quelle dipinte online.

Farsi notare su Facebook, Instagram, Twitter, viene definita come la causa di “una pericolosa erosione della nostra identità personale” infatti parliamo di una realtà che vediamo come innocua ma che può nascondere molti risvolti. Spiega Sherry: “Il nostro bisogno di documentare e condividere le nostre vite è parte della nostra natura e porta benefici – ma la potenza e le conseguenze dei social media devono essere meglio comprese dalla società”.

Like-FB-GLConsulting1La memoria viene intaccata, la percezione delle nostre stesse vite distorta e passiamo dall’essere naturalmente competitivi al negare ciò che realmente siamo senza più riconoscerci. A questo punto prende piede un senso di colpa, ansia e disgusto verso noi stessi che può portare a problemi molto gravi rendendoci distruttivi. I più a rischio sono i giovani in un’età compresa tra i 18 e i 24 anni, di cui il 16% ammette di aver completamente distorto i propri ricordi.

I principali elementi su cui si tende a mentire sono le attività quotidiane: per esempio pubblicare stati e post fingendo di essere in giro o in vacanza mentre invece si è a casa da soli. I motivi? Solitudine, paura di apparire noiosi, invidia per i post degli amici. Insomma parliamo di un lato piuttosto angosciante di strumenti che dovrebbero invece essere utili per coltivare relazioni e condividere esperienze.

Clicca qui per guardare l video “Look Up” di Gary Turk che ci invita a guardare in faccia le persone invece che i nostri smartphone

Negli ultimi anni abbiamo visto la frustrazione tipica dell’età adolescenziale sfogarsi in decine di modi sfruttando le nuove tecnologie, probabilmente sarebbe utile provare a disconnettersi ogni tanto e a vivere lontano dagli schermi e dalle APP… in fondo mentire sulla propria vita potrà anche far invidia a qualcuno, ma come dimostra Richard Sherry serve solo a ingannare se stessi! E voi cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

[Fonti: Dailymail.co.uk, Skande.com]

1 Commento su Il 68% degli utenti mente sui social e distorce realtà e ricordi

  1. Quante verità nell’articolo di GL Consulting e nel video di Gary Turk ! Ma è veramente difficile scappare da questi input che ci vengono continuamente proposti e imposti.

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