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Il Freedom of Panorama protetto da Julia Reda e dal popolo

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20140111-Julia_RedaJulia Reda: un nome che sta impazzando sui quotidiani europei. Entrata nel Partito Socialdemocratico di Germania a soli 16 anni lo ha abbandonato nel 2006 per entrare nel Partito Pirata che, ispirato all’omonimo modello svedese, si basa sull’idea che i diritti civili nella telefonia e in internet vadano smantellati in favore della trasparenza e dell’open source. Nel 2013 la Reda è diventata la prima segretaria della sezione giovanile del Partito Pirata Europeo e nel 2014 ha conquistato il titolo di unica pirata eletta nel Parlamento europeo.

Una storia davvero unica e destinata ad avere certamente un lungo seguito. Da quando ha cambiato scrivania, infatti, Julia non è stata con le mani in mano e si è schierata in prima fila in diverse battaglie tra cui l’ultima vinta è stata la protezione del “Freedom of Panorama”. Un nome bizzarro, penserete, eppure si tratta di qualcosa di estremamente semplice e quotidiano. Il FoP consente di fotografare e riprendere edifici, sculture e opere d’arte su territorio pubblico liberamente, senza rischiare di infrangere alcuna legge sul copyright.

Minacciato da una proposta di legge che ne prevedeva una rigida revisione, il Freedom of Panorama è stato salvato da Julia. Il suo report, approvato il 9 luglio a Strasburgo, ha l’obiettivo di tutelare il FoP e di svecchiare l’Unione Europea rendendola più in linea con le abitudini web dei propri cittadini. 502 parlamentari si sono opposti alle restrizioni in favore del report, ma la libertà di panorama non è ancora diffusa in tutta Europa e alcuni aspetti sono stati respinti, ecco perché Julia parla di una mezza vittoria.

L’idea iniziale di Julia era di fare in modo che l’uso di video o fotografie di opere permanentemente collocate in Like-FB-GLConsulting2bisspazi pubblici fosse sempre consentito, ma non solo. L’obiettivo era trovare regole comuni a tutta l’Europa, liberalizzare l’uso dei link, ottenere la possibilità di citare e remixare audio e video senza problemi. Ma per il momento si tratta di un primo piccolo traguardo, che implica la rinuncia -solo provvisoria- a molte libertà, ma che consiste comunque in una grande vittoria, anche per quanto riguarda il coinvolgimento delle PERSONE.

L’emendamento infatti è frutto di lunghe negoziazioni ma soprattutto del grandissimo supporto del pubblico: parliamo di 480.000 tra cittadini, fotografi, videomaker e organizzazioni come Wikipedia che hanno votato una petizione in favore del report di Julia. E capiamo bene perché. Se il report venisse definitivamente approvato e diventasse legge avremmo una serie di cambiamenti:

  • Vedremo sempre meno la scritta “questo video non è disponibile nel tuo Paese” su Youtube
  • I blocchi sulle copie private delle opere sanno eliminati
  • Un ebook scaricato da una compagnia potrà essere utilizzato sul lettore di un’altra
  • Gli artisti potranno rientrare in possesso dei diritti delle proprie opere se un editore con il quale hanno firmato un contratto non dovesse pubblicarle entro un certo periodo
  • Le versioni digitali di classici analogici non coperti da copyright saranno a loro volta libere da protezioni: quindi, ad esempio, sarà possibile pubblicare foto della Gioconda senza limiti o restrizioni

Freedom_of_Panorama_in_Europe_NC.svg_-280x300Consideriamo che, guardando la mappa qui accanto, vediamo in rosso i Paesi che non hanno alcuna liberà di panorama, in giallo quello che consentono la pubblicazione di immagini solo per usi non commerciali, in verde chiaro le nazioni che hanno libertà di panorama solo per gli edifici e in verdone quelli che ce l’hanno del tutto. L’idea di Julia era di convertire l’intera mappa in verdone, mentre la proposta mossa al Parlamento Europeo da Jean-Marie Cavada l’avrebbe trasformata interamente in zone gialle e rosse.

Le conseguenze di restrizioni sul Freedom of Panorama? Centinaia di migliaia di immagini su Wikipedia non sarebbero più di sua proprietà e non potrebbero più essere utilizzate; ma nella realtà dei fatti non potreste nemmeno più pubblicare la foto di un qualsiasi monumento protetto da copyright su Facebook, senza aver prima ottenuto un accordo con il proprietario dei diritti che vi autorizzi all’uso commerciale di tale foto da parte di Facebook.

[Fonti: Repubblica.it, Wikipedia.org, Meta.Widimedia.org, Juliareda.eu]

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