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Il Garante Privacy approva i questionari sulla social card

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato vita ad un’interessante progetto relativo alla SOCIAL CARD, distribuita alle fasce di popolazione in maggiori condizioni di bisogno e che funge da carta acquisti con lo scopo di contrastare la povertà assoluta.

La social card può essere richiesta e utilizzata per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e per il pagamento delle bollette di luce e gas. Nella carta vengono caricati 80 euro ogni due mesi sulla base degli stanziamenti disponibili ed è possibile ottenere sconti nei negozi convenzionati. La social card viene inoltre concessa ad anziani di età superiore ai 65 anni e ai bambini di età inferiore ai 3.

In questo contesto il Garante Privacy ha dato via libera alla diffusione dei questionari predisposti alla sperimentazione della carta, elaborati con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori.

La ricerca coinvolgerà 12 comuni italiani e più di 250 mila abitanti e verranno distribuiti 3 questionari:

  1. Quello per la Sperimentazione della Social Card
  2. Quello sul Benessere dei minori da 8 a13 anni
  3. Quello sul Benessere dei minori da 14 a 17 anni

Le domande riguarderanno gli standard di vita, il reddito, la scuola, la salute, e molti altri aspetti e verranno poste sia a famiglie beneficiarie della carta acquisti, sia a famiglie appartenenti a un gruppo di controllo e non beneficiarie. I questionari sono il frutto di numerosi confronti tra il Ministero ed il Garante, volti a tutelare la privacy dei cittadini intervistati e a fornire loro un’informativa adeguata e comprensibile da visionare prima di compilare i moduli con le domande.

Like-FB-GLConsulting1In particolare, dovrà essere esplicitato che è del tutto facoltativo rispondere o meno alle domande da cui sarà possibile desumere dati sensibili e/o giudiziari. I dati raccolti saranno poi inviati dai singoli Comuni all’INPS che, dopo averli resi anonimi e integrati li metterà a disposizione del MEF e del Ministero del Lavoro per l’analisi e l’elaborazione di statistiche.

Alla fine del processo, i questionari verranno cancellati dagli archivi dell’INPS mentre i dati anonimi saranno messi a disposizione di enti di ricerca con scopi scientifici e università.

 


[Fonte: Garanteprivacy.it, Mef.gov.it]

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