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Il Garante Privacy individua falle nell’Anagrafe Tributaria

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Chi finisce nel mirino del Garante per la privacy? In realtà in molti e, in questo caso, la banca dati del fisco italiano. L’Anagrafe tributaria è infatti stata ispezionata dall’Autorità che ha riscontrato troppe falle, una scarsa qualità dei dati contenuti e dei problemi nella gestione e nella sicurezza degli stessi.

Rapidissima la risposta dell’Agenzia delle entrate che sottolinea come molti dei problemi riscontrati e segnalati siano già stati risolti tramite una serie di misure correttive e secondo un ordine di priorità attentamente valutato.

Cosa segnala l’Autorità Privacy all’Anagrafe tributaria?

L’elenco di criticità inviato da Antonello Soro include circa una ventina di punti su cui intervenire per rendere il sistema sicuro e stabile. Tra questi, uno dei principali riguarda gli accessi illeciti ai dati fiscali: manca infatti un sistema di segnalazioni che siano in grado di inviare avvisi specifici nel caso di anomalie negli accessi al sistema. Se, normalmente, questi dati dovrebbero essere consultati e trattati da parte delle amministrazioni pubbliche, durante il controllo del Garante sono emersi migliaia di ingressi anomali che non sono mai stati bloccati.

Parliamo di errori e problematiche che non possono rimanere irrisolte, soprattutto alla luce dell’arrivo del Regolamento Europeo, che entrerà in vigore nel 2016 e a cui ci si dovrà adeguare entro il 2018. Con l’arrivo di questa novità sarà necessario comunicare ogni violazione alle autorità preposte, ecco perché è utile intervenire il prima possibile per potersi adattare al Regolamento per tempo e affrontarne i cambiamenti in un’ottica evolutiva.

Like-FB-GLConsulting2bisIl secondo punto su cui si è focalizzato il Garante è la qualità dei dati inseriti in Anagrafe. Per quanto riguarda lo spesometro sono arrivate comunicazioni anche per cifre molto più basse rispetto alla soglia minima prevista per le operazioni non documentate da fattura. Altri problemi sono legati invece al redditometro e alle partite Iva, per cui sono risultate attribuzioni a soggetti che figuravano come deceduti anche se non lo erano.

La risposta dell’Anagrafe

Dal canto suo, l’Agenzia ha risposto di aver già preso dei provvedimenti per risolvere diversi problemi, tra cui la necessità di controllare gli accessi. Ecco perché è ora necessario inserire sia password che pin per poter accedere alla piattaforma accedendo ai dati solo tramite una procedura di sicurezza rafforzata.

La commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria si occuperà di assicurare “il presidio della sicurezza dei dati e la tutela della loro riservatezza per garantire i cittadini e la funzionalità dei servizi erogati dall’Agenzia”, come spiega il presidente Giacomo Portas.

Insomma: da un lato il Garante evidenza l’urgenza di interventi che risolvano definitivamente le criticità, dall’altro l’Agenzia afferma di essersi già mossa in questo senso. La direzione è quella giusta, speriamo che i risultati siano tangibili.

[Fonte: Sole24Ore]

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