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Il parere dei cittadini sulla privacy e la sicurezza online: i Governi non fanno abbastanza

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Il Centre for International Governance Innovation (CIGI) si occupa di ricerca, organizzazione di convegni e pubblicazioni relativi all’economia, la politica e la sicurezza globali. Ecco perché, tra le tematiche trattate, non può mancare il web e il CIGI fornisce i risultati di un sondaggio effettuato in collaborazione con Ipsos su un campione di 24.143 utenti internet in 24 Paesi tra il 20 novembre e il 4 dicembre 2015.

Global Survey on Internet Security and Trust

Il “Global Survey on Internet Security and Trust” ha coinvolto cittadini provenienti da Paesi molto diversi tra loro, nello specifico: Australia, Brasile, Canada, Cina, Egitto, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Indonesia, Italia, Giappone, Kenia, Messico e molti altri. Ma nonostante le ampie distanze geografiche e culturali i risultati sono stati piuttosto omogenei:

  • L’85% degli intervistati pensano che il proprio Governo dovrebbe lavorare a stretto contatto con altri Governi e organizzazioni per la gestione di cyber-minacce;
  • Più di metà dei global citizens si dichiara più preoccupato per la propria privacy online di quanto non lo fosse un anno fa;
  • Il 55% evita di aprire email che riceve da indirizzi sconosciuti e l’83% dichiara di aver cambiato i propri comportamenti online nello sforzo di controllare la mole di informazioni personali condivise online;
  • 8 persone su 10 sono preoccupate che le proprie informazioni personali potrebbero essere comprate o vendute, che la propria privacy potrebbe non essere rispettata e che i loro dati potrebbero essere monitorati;
  • Non in ultimo: l’11% ha ridotto il proprio utilizzo di internet, il 21% effettua meno acquisti online, il 23% ha ridotto le proprie transazioni finanziarie online.

Risulta quindi evidente la crescente e diffusa preoccupazione per la propria privacy e sicurezza online, che si traduce spesso in diffidenza, timore e in una ridotta interazione con il web. Una grande fetta degli intervistati non vive serenamente la presenza di informazioni che li riguardano su internet e teme che queste informazioni possano essere monitorate.

La privacy online come ostacolo

Nonostante si registri una concreta preoccupazione nei confronti del rispetto della privacy dei cittadini, ci sono casi in cui viene riconosciuta la tutela della privacy come un ostacolo alla sicurezza. Otto persone su dieci pensano che “se qualcuno è sospettato di un crimine, i Governi dovrebbero essere in grado di scoprire con chi il sospettato ha comunicato”, mentre sette su dieci affermano che “le forze dell’ordine dovrebbero avere accesso alle comunicazioni online dei loro cittadini per validi motivi di sicurezza nazionale”.

Like-FB-GLConsulting2bisIl malcontento si rivolge soprattutto ai Governi che, secondo un’abbondante maggioranza dei partecipanti al sondaggio, non stanno facendo abbastanza per proteggere le informazioni personali dei cittadini dalle società private.

[Fonti: Repubblica.it, www.cigionline.org]

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