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Il Sistema Sanzionatorio del D.Lgs. 231/2001

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L’ente responsabile per un reato commesso da un soggetto appartenente alla sua struttura organizzativa, è condannato da un sistema sanzionatorio particolarmente pesante e applicabile anche in via cautelare:

  • Sanzioni pecuniarie, calcolate con il sistema delle quote in un numero non inferiore a 100 né superiore a 1000 (il cui valore oscilla da 258 a 1.549) esse possono variare per tipologia di reato, per grado di responsabilità dell’ente e dall’attività svolta. L’importo della quota è fissato sulla basa delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente;
  • Sanzioni interdittive, come ad esempio l’interdizione per un determinato periodo di tempo (anche fino ad 1 anno per certi reati) dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e la revoca di quelli concessi, il divieto di pubblicizzare i propri beni o servizi, eccetera. Le sanzioni interdittive hanno una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni;
  • Pubblicazione della sentenza di condanna, può essere disposta quando nei confronti dell’ente viene applicata una sanzione interdittiva; tale sanzione amministrativa ha un carattere accessorio in quanto la sua applicazione può avvenire solo contestualmente ad una sanzione amministrativa ed è discrezionale, in quanto è il giudice a stabilire quando applicarla. La pubblicazione della sentenza di condanna opera nei casi più gravi come pubblicità denigratoria nei confronti dell’ente;
  • Confisca, è sempre disposta, con sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Quando non è possibile eseguire la confisca secondo le condizioni citate, essa può avere ad oggetto denaro, beni di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato. La confisca è una sanzione amministrativa che si distingue dalle altre in quanto non ha limiti di valore.

 

3 Commenti su Il Sistema Sanzionatorio del D.Lgs. 231/2001

  1. Avrei un quesito da sottoporvi: una società holding fornisce materiale per la costruzione di immobili a una sua controllata situata in Italia e quest’ultima commette un reato di corruzione per l’aggiudicazione di appalti finalizzati alla costruzione di questi immobili. Nel reato vi partecipano poniamo gli amministratori della controllata in questo caso la controllante può essere chiamata a rispondere ammesso che il reato avvantaggerebbe senz’altro anche quest’ultima?

    • Ciao Luly, quesito molto interessante e complesso. Sebbene la norma si applichi in prima istanza alla controllata, persona giuridica coinvolta nell’illecito, vi possono essere senza dubbio numerose conseguenze anche per la controllante, una volta accertato l’interesso o il vantaggio della stessa, altrimenti si creerebbe un raggiro della norma con la costituzione di aziende fittizie controllate.
      La controllante, per sua natura, ha degli obblighi in “eligendo” riferiti alla nomina degli amministratori della controllata e degli obblighi in “vigilando” riferiti alla creazione di procedure atte ad evitare reati presupposto ex 231/2001 all’interno del gruppo.
      A tal fine vale la pena ricordare come i Magistrati non si fermino alla controllata ma spesso risalgano a monte della filiera del controllo. Si confronti, ad esempio, il sequestro cautelativo predisposto dal Giudice nel caso Ilva, che ha preso in considerazione non solo Ilva Taranto ma le varie società del Gruppo.
      In realtà, la situazione è ancora molto più complessa e soggetta a varie variabili interpretative. In particolare molto dipende da quanto la controllante è in grado di dimostrare la sua estraneità ai fatti, quante misure preventive intese come Protocolli Organizzativi ai sensi della 231, audit ed altro sono stati implementati dalla controllante e dalla controllata, se vi è o meno identità tra gli amministratori della controllante e della controllata oppure gli stessi amministratori della controllata siano dipendenti della controllate, se vi è o meno identità tra i componenti dell’OdV, …
      Infine vi possono essere dei problemi di giurisdizione a seconda di dove si trovi la controllante rispetto la controllata (in Italia, in un paese della CE o extraeuropeo) e/o di dove avvenga il reato in questione (in Italia, in Europa in un paese extraeuropeo).

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