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In vigore la Legge di Stabilità 2016: cosa è cambiato

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Il 22 dicembre è arrivato il via libera del Senato che ha approvato la Legge di Stabilità 2016 con le modifiche apportate dalla Camera. Parliamo di una manovra economica da 35 miliardi di euro che convertirà due decreti legge, approverà il pacchetto sicurezza e cultura e che darà vita a numerose misure per i liberi professionisti. L’obiettivo per il 2017 è di tagliare l’Ires, ossia l’imposta sui redditi societari facendo scendere l’aliquota dal 27,5% al 24%.

Contrariamente a quanto suggerito da Transparecy International, il limite per l’utilizzo del contante è stato alzato da 999,99 a 2.999,99 euro. Il limite vale anche per libretti di deposito bancari o postali o titoli al portatore in euro o in valuta estera nonché per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti iscritti nella sezione prevista dall’art. 17-bis del DLgs. 141/2010 (cambiavalute).

Mentre resta un tetto massimo di 1.000 euro per i pagamenti con “rimessa di denaro” Money Transfer e laddove il rischio di riciclaggio è più alto. A partire da 1.000 euro sarà necessario indicare il nome, la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità sugli assegni bancari e postali e sugli assegni circolari ed i vaglia postali e cambiari.

Like-FB-GLConsulting2bisIntrodotto anche l’obbligo di accettare pagamenti mediante carte di debito o di credito. Se prima infatti negozi e fornitori di servizi potevano richiedere una spesa minima di €30,00 per accettare pagamenti con carta di credito, dal 1° gennaio 2016 non è più così: viene soppresso qualsiasi riferimento a eventuali importi minimi.  Tale obbligo non trova applicazione solo nel caso di in caso di oggettiva impossibilità tecnica.

Inoltre, soprattutto per pagamenti di importi particolarmente bassi (sotto ai 5 euro) tramite carta di credito, si prevede di abbattere le commissioni bancarie. Si tratta di un adeguamento alla normativa dell’Unione Europea 751/2015 che sarà effettivo dal 1° febbraio 2016 con l’emanazione di un decreto da parte del Ministero dell’Economia. Questi interventi sono volti a favorire il ricorso dei consumatori a mezzi tracciabili di pagamento senza penalizzare aziende, negozi e professionisti.

Non è stata apportata alcuna modifica, invece, al D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio. Resta quindi attivo e fermo l’obbligo dell’Organismo di Vigilanza di comunicare al Ministero dell’Economia e delle Finanze eventuali infrazioni delle disposizioni relative all’utilizzo del contante.

[Fonti: Aodv231.it, Contabilitalowcost.it]

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