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Infortunio sul lavoro: azienda condannata per valutazione dei rischi incompleta

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Azienda condannata per “non aver adottato e non avere fatto adottare nell’esercizio delle attività lavorative le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica degli operatori”. È il caso di un lavoratore-boscaiolo che, in orario di lavoro, mentre eseguiva le proprie mansioni in un cantiere forestale, è stato investito da una parte del tronco dell’albero che stava tagliando, riportando lesioni. Il lavoratore ha poi chiesto il risarcimento all’azienda che, nonostante il ricorso, è stata condannata per colpa generica e specifica.

La Corte territoriale ha sottolineato che al lavoratore “non fosse stata data una adeguata formazione, né una adeguata informazione a proposito delle tecniche di taglio delle piante inclinate e che nel documento di valutazione dei rischi non si leggeva alcuna valutazione a proposito del cosiddetto rischio di ‘scosciamento’”. Parliamo del caso in cui viene recisa una parte di una pianta (un ramo o una porzione di tronco), la quale si stacca in malo modo prima di aver terminato il taglio. Questo accade quando l’albero viene tagliato con una tecnica sbagliata, soprattutto nel caso in cui lo stesso sia inclinato: condizione che richiede particolari procedure.

Per difendere la posizione dell’impresa, i giudici di merito hanno negato che al dipendente infortunato fosse stato dato l’ordine di procedere con un particolare tipo di taglio qualora la pianta da abbattere fosse stata inclinata. Allo stesso tempo, NON hanno negato (e quindi hanno affermato) di aver fatto conoscere tali indicazioni tecniche all’infortunato, dichiarando quindi di averlo informato sul comportamento da adottare in quella particolare circostanza. Sarebbe quindi stato, secondo loro, violato l’art. 20 del TU 81/08 da parte del dipendente, che non avrebbe osservato le istruzioni del datore di lavoro.

Like-FB-GLConsulting2bisLa Cassazione ha esaminato le motivazioni mosse e evidenziato che al lavoratore non erano stati impartiti gli adeguati corsi di preparazione relativi alle varie tecniche di taglio in base alle tipologie di piante su cui intervenire. I corsi cui il lavoratore aveva partecipato riguardavano infatti il taglio in prossimità di linee elettriche e il possesso del ‘Manuale del boscaiolo’ non costituisce garanzia di conoscenza della materia.

Inoltre, il Documento di Valutazione dei Rischi dell’azienda si preoccupava di evidenziare come il boscaiolo dovesse garantire uno spazio di caduta dell’albero in modo da non mettere in pericolo le persone, ma non prevedeva valutazioni specifiche per il rischio di scosciamento.

[Fonti: Quotidianosicurezza.it, Inorto.org]

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