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Insulti sui social: Maurizio Gasparri processato per ingiurie via Twitter

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Dicembre 2013: il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e il ricercatore dell’Università di Pavia Riccardo Puglisi iniziano un “dibattito” a suon di post su Twitter, commentando il link «Trattativa Stato-mafia: il ministro Conso del governo Amato alleggerì il 41 bis per 334 boss» pubblicato dalla direttrice di un giornale online. Mentre il primo sosteneva che Ciampi avesse affossato la lira, Puglisi difendeva il suo operato e il suo ruolo nella lotta alla mafia. È stato in questo contesto che Gasparri, preso dall’ira del momento, ha inviato al professore un tweet privato che recitava: “Ignorante presuntuoso fai vomitare”.

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Puglisi ha subito provveduto a ritwittare il messaggio alla comunità e, leggiamo sul Corriere della Sera online, ha aggiunto un II tweet del parlamentare: “Si ricordi che ha scritto il falso ed è stato querelato“.  Il 21 febbraio 2014 è lo stesso Gasparri a precisare di aver rinunciato a denunciare Puglisi per “non sovraccaricare uffici giudiziari che hanno ben più gravose incombenze alle quali adempiere” e a porgere le proprie scuse per i toni utilizzati. Il senatore ha sottolineato anche come, in passato, abbia ricevuto decine di insulti e ingiurie senza però mai sporgere denuncia nonostante le più gravi minacce. A poco è servito tutto questo, visto che Puglisi non si è fermato.

Like-FB-GLConsulting2bisAnzi, a oggi il caso non è ancora chiuso e il senatore sarà il primo cittadino italiano ad essere processato per ingiuria via Twitter. Si erano già visti casi di diffamazione su Facebook ma questa è una vera prima volta: il parlamentare affronterà il processo il 21 settembre (a 2 anni dall’accaduto) davanti al giudice di Pace di Pavia. L’avvocato di Puglisi Carlo Melzi d’Eril ha infatti sporto querela nei suoi confronti e il vice-procuratore onorario Laura Nicolini lo ha citato a giudizio.

Ciò a cui rischia di andare incontro Gasparri sono fino a 6 mesi di reclusione oppure 516 euro di multa.  Certo è che, se si arrivasse a questa sentenza, non sono pochi gli utenti di Twitter che dovranno iniziare a tremare.

[Fonti: Corriere.it, Rainews.it, Tgcom24.mediaset.it, Lastampa.it]

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