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Italia Digitale: i servizi pubblici sono avanti, ma il resto è sotto la media europea

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Quanto sono digitali gli italiani? Qualcuno se lo sarebbe aspettato, altri forse rimarranno stupiti, ma dall’ultimo report dell’Unione Europea sul Progresso Digitale emerge che siamo tra i Paesi europei meno ferrati sull’argomento. Infatti, in una lista che mette insieme parametri quali: la connettività, il capitale umano, l’uso di internet, l’integrazione della tecnologia digitale e i servizi pubblici digitali noi siamo arrivati al quartultimo posto su tutti i 28 Paesi.

L’Italiano medio non è digitale

Sul podio Danimarca, Norvegia e Paesi Bassi, che risultano essere i più evoluti in termini di connettività, competenze digitali, utilizzo del web e digitalizzazione delle transazioni economiche. Si tratta di un range di parametri piuttosto vasto che fornisce una panoramica estesa sull’utilizzo di tecnologie digitali all’interno delle varie nazioni. L’Italia ha dimostrato una marcata sensibilità verso la digitalizzazione dei servizi pubblici, ma gli altri parametri sono sotto la media, con un punteggio drastico relativamente alla connettività.

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È come se non amassimo relazionarci con il digitale, come se non fossimo sufficientemente curiosi nei suoi confronti. Eppure non siamo i soli: il 45% degli europei non ha le competenze basilari per interfacciarsi con questo mondo e in pochissimi optano per percorsi di studi in ambito tecnologico. A quanto pare un europeo su due riesce anche a fare a meno dell’instant messaging e si affida ancora ai cari e vecchi SMS.

Qualche numero sul Digitale in Europa

Di contro, ci sono stati dei considerevoli passi avanti sulla media dei 28 Paesi dell’Unione Europea:

  • Internet è sempre più veloce e più mobile;
  • Le amministrazioni pubbliche offrono una gamma sempre più ampia di servizi online;
  • Sempre più utenti comprano online;
  • Il 22% delle case europee ha una connessione internet di almeno 30Mbps: un valore 7 volte più alto che nel 2010;
  • Il 76% dei cittadini europeo usano internet regolarmente, mentre solo il 16% non è mai andato online (anche se la percentuale non è equamente distribuita sui vari Paesi, ad esempio in Bulgaria e Romania questo numero sale al 50%).

L’e-commerce in Europa

Like-FB-GLConsulting2bisA crescere con particolare lentezza è senza dubbio il mondo dell’e-commerce: per ora sono più che altro le grandi aziende ad aprirsi a questo mondo. Per contro, gli utenti che comprano online sono aumentati del 13% rispetto all’anno scorso raggiungendo un 53% sul totale. Molti di questi comprano ancora però solo da siti del proprio Paese. A bloccare i più scettici sono motivazioni come: il timore che la transazione online non sia sicura, la paura di non ricevere o di non poter restituire le merci, la tendenza a preferire acquisti di persona.

[Fonti: Repubblica.it, Ec.Europa.eu]

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